Omofobia: coppia aggredita a Napoli, ancora violenza a Roma

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Due turisti gay aggrediti a Napoli da 15 minorenni, un cantautore romano pestato a sangue in un negozio, a Caserta i condomini minacciano una petizione contro gli inquilini...

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^Napoli Non accenna a placarsi l’ondata di omofobia che sta attraversando l’Italia in questo ultimo scorcio d’estate.

Dopo l’aggressione fuori dal Gay Village di Roma, il pestaggio di Rimini e l’attentato incendiario al locale che ospita la Muccassassina, le cronache registrano un ennesimo episodio di discriminazione ai danni di una coppia gay. Questa volta i fatti si sono svolti a Napoli, che solo due mesi fa era stata teatro della violenta aggressione di cui era rimasta vittima Maria Luisa Mazzarella, intervenuta in difesa di un amico gay.

Nella notte tra il 26 e il 27 agosto scorsi, un branco di circa 15 minorenni si è imbattuto in una coppia gay formata da uno svizzero e un rumeno residente a milano, di 47 e 25 anni, che passavano da Piazza Dante ed ha cominciato ad insultarli. Non contenti di questo, i ragazzini hanno pedinato la coppia fino a via Toledo dove ha avuto luogo l’aggressione tale da richiedere per una delle due vittime l’intervento dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Al più giovane dei due sono state diagnosticate alcune contusioni e uno stato d’ansia giudicati guaribili in cinque giorni. Più fortunato il più grande dei due che non ha avuto bisogno dell’aiuto dei medici.

La notizia si è appresa solo oggi grazie all’associazione napoletana I-Ken, dato che gli inquirenti non avevano diffuso informazioni sull’accaduto fino ad ora. "Ci sono ancora sconosciute le generalità delle vittime a cui va la nostra solidarietà – ha dichiarato il presidente de I-Ken Carlo Cremona-. Il clima in Campania, come in tutta Italia, sta diventando insostenibile, occorre una risposta corale delle istituzioni democratiche contro l’omofobia nella nostra regione e in città. Ora non sappiamo se v’è una strategia, ma sicuro v’è un comune modo di vedere di una parte di Italiani che ‘schifa i froci’ al punto che pensa giusto e naturale la persecuzione. Questo rende indispensabile una legge contro l’omofobia e maggiori risorse locali e tempi celeri per avviare percorsi istituzionali". E di "vera e propria emergenza sociale" parla Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli. Simioli, che ha chiesto un incontro urgente al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, ha dichiarato: "Napoli è la città dell’accoglienza, ma rischia di perdere questa sua vocazione. Siamo molto allarmati dalla situazione che si è venuta a creare, che sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale".

"L’aggressione ai danni di una coppia omosessuale a Napoli è l’ennesima dimostrazione di come in tutto il Paese sia in atto una vera e propria escalation omofoba, con buona pace di chi ancora si ostina a dichiarare che i numerosi atti di violenza degli ultimi giorni siano soltanto episodi isolati – ha dichiarato Paola Concia, relatrice del disegno di legge contro l’omofobia, deputata del Pd e membro del comitato per l’elezione di Ignazio Marino alla segreteria del partito di opposizione -. Nell’ultima settimana, dopo il tentato omicidio al Gay Village di Roma sono state registrate numerosissime aperture, nel centrodestra come nel centrosinistra, a favore di una rapida approvazione di una legge bipartisan contro l’omofobia: adesso è il momento che la politica dimostri di saper passare dalle parole ai fatti. A partire da oggi monitoreremo con ancora maggiore attenzione l’andamento del dibattito sul tema e, alla riapertura delle Camere, renderemo conto l’opinione pubblica, anche attraverso una trasmissione televisiva, di quanto tempo impieghi il Parlamento per far fare all’Italia questo deciso passo avanti sul tema dei diritti civili. Le forze politiche hanno il dovere di dire senza equivoci che l’omofobia ha i giorni contati".

Caserta Altra città, altro caso di intolleranza. Per una coppia gay del casertano, l’arrivo nel nuovo appartamento viene guastato dagli insulti omofobi di un condomino del parco che minaccia di fare una raccolta di firme per cacciarli via dall’appartamento appena comprato. L’episodio è accaduto a Santa Maria a Vico e a raccontarlo è la stessa vittima, un trentunenne che preferisce mantenere l’anonimato e che ha sporto denuncia ai carabinieri per ingiuria. "Il mio compagno si era affacciato al balcone, in pantaloncini corti – spiega l’uomo – io sono sceso a buttare la spazzatura. Un uomo sulla sessantina mi ha avvicinato urlando parolacce pesanti e irripetibili, con fare minaccioso, sollevando la mano come per colpirmi. Io ho chiuso il cancello". "’Fra le frasi che mi ha gridato contro, ha detto fra l’altro: ‘Di’ al quel ricchione del tuo amico di uscire fuori in modo civile, la prossima volta. E poi: ‘Tornatevene nei bassi di Napoli, da dove venite! faremo una raccolta di firme per mandarvi via’". "Gli altri vicini ci sembrano persone gentili, ma se si ripeteranno episodi del genere ci trasferiremo: non si può vivere con quest’ansia". I due si sono rivolti al legale dell’associazione I-Ken il quale li assisterà nella loro battaglia legale.

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