Omofobia su manuale Carabinieri: l’Arma ritira e si scusa

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Un manuale per il concorso per Marescialli definisce l'omosessualità come una degenerazione. I deputati del Pd presentano interrogazione, ma il Comando spiega: "Errore materiale. Disposta abrogazione"

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Ancora una volta nella bufera e Forze Armate italiane per questioni di omofobia. Questa volta, il fattaccio riguarda un manuale per la preparazione al concorso per Maresciallo dei Carabinieri in cui  l’omosessualità viene classificata tra le degenerazioni sessuali, prima tra l’esibizionismo, il feticismo, il sadismo, il masochismo, l’incestuosità, la necrofilia e la zoofilia. Ma l’Arma è già corsa ai ripari dichiarando ufficialmente che si tratta di ‘un errore materiale nella revisione del testo”, che ”trae origine da un modulo risalente nel tempo e superato”. A precisarlo è un comunicato emesso dal Comando generale dei carabinieri, che aggiunge di aver ”immediatamente disposto la formale abrogazione del modulo e la conseguente correzione della pubblicazione”. ”L’Arma dei Carabinieri – sottolinea il Comando – è in prima linea nella difesa di tutti diritti, come testimoniano concretamente sia le quotidiane attività sul territorio per garantire i cittadini da ogni forma di discriminazione e di violenza, sia i programmi di insegnamento per tutto il personale, ove trovano ampio risalto i diritti umani e la loro assoluta tutela”.

Nella mattinata, il Comandante generale dell’Arma Leonardo Gallitelli (in foto) ”ha avuto modo di chiarire l’increscioso equivoco all’on. Paola Concia nel corso di una conversazione telefonica”.

Proprio Paola Concia, infatti, venuta a conoscenza del fatto da un articolo pubblicato sul Corriere della Sera a firma di Elvira Serra e Silvia Fabbi, aveva presentato "come prima firmataria insieme ai colleghi del Pd Fiano, Calipari, Adinolfi, Touadì, Sarubbi, Pollastrini, Cuperlo, Argentin, Meta, Gozi, Mattesini, Corsini, Gatti e Codurelli un’interpellanza urgente ai Ministri della Difesa e delle Pari Opportunità".

Nell’interrogazione, "si chiede ai due Ministri interessati, sia come un fatto di tale gravità sia potuto accadere, sia di indicare con chiarezza le responsabilità della compilazione del manuale e infine quali iniziative urgenti intendano intraprendere per cancellare tale mostruosità".

Lo stesso Emanuele Fiano, presidente Forum Sicurezza e Difesa del Pd, preannunciando l’interrogazione aveva fatto sapere che sarebbe stato richiesto "l’immediato ritiro di quel testo che non fa onore al lavoro di rispetto e tutela che l’Arma svolge da sempre nel nostro Paese”.

Sulla vicenda interviene anche la Lila che dal proprio profilo Twitter si chiede se, invece, vadano bene i bandi del’Esercito che escludono i sieropositivi dalla partecipazione, cosa denunciata dalla stessa associazione la scorsa settimana.

“Ci sorprende in positivo – ha commentato il presidente di Arcigay Paolo Patanè – la prontezza dell’intervento e il rispetto per gay e lesbiche che emerge dalle parole del Comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli sul lavoro dei carabinieri per garantire i cittadini da ogni forma di discriminazione e di violenza che si esplica anche in programmi di insegnamento e formazione per il personale del corpo”.

“L’auspicio – continua Patanè – è per una intensificazione di queste buone pratiche, soprattutto a livello locale con il contatto diretto con l’associazionismo lgbt, e con investimenti che non riguardino soltanto le forze armate, ma anche l’amministrazione pubblica nella sua globalità, dagli uffici delle anagrafi alla Sanità tutta”.

L’associazione Polis Aperta, che raggruppa persone lgbt che lavorano nelle forze dell’ordine, si dice sollevata per le dichiarazioni di Galliteli ma chiede  che il manuale venga ritirato e sostituito "con un testo aggiornato che contenga le buone pratiche a tutela delle persone LGBT".

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"I paesi più avanzati d’Europa – si legge in una nota -, stanno applicando e diffondendo tali buone prassi, anche attraverso l’arruolamento specifico di persone gay, lesbiche e trans.  Di fronte a questo increscioso episodio e alla proposta ignorante di pochi giorni fa del senatore Carlo Giovanardi, ci sentiamo gravemente offesi come omosessuali in divisa, ma ancora più motivati a lottare per ottenere il rispetto delle nostre vite affettive e il diritto di raccontarle liberamente al pari dei nostri colleghi eterosessuali".

Chiamata in causa per la delega alle Pari Opportunità, il ministro Fornero ha dichiarato: ”E’ vero che c’è in uno sfortunato manuale quella frase, un manuale che risale a molti anni fa e che qualcuno non ha corretto. Ho sentito il comandante generale dei Carabinieri e mi ha assicurato che non è l’atteggiamento dei Carabinieri e non è un atteggiamento tollerato all’interno dell’arma”. ”I carabinieri – ha concluso Fornero – hanno collaborato ad attivita’ di formazione per superare le discriminazioni e le accuse che gli vengono rivolte non sono meritate”

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