Omofobia sul giornalino scolastico a Bergamo: “Andando contro natura si muore”

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Dura condanna da parte delle associazioni locali: "La scuola dovrebbe trasmettere conoscenza e diritti civili".

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“Andando contro natura si muore”: è il titolo di uno degli articoli pubblicato all’interno di un giornalino scolastico del liceo Secco Suardo di Bergamo. Gli articoli, che incitano all’omofobia, risalgono al periodo febbraio-marzo ma solo nelle ultime ore sono emerse notizie a riguardo: a denunciare l’increscioso episodio è l’Unione degli Studenti della città.

All’interno dell’articolo l’autore sostiene che l’unica finalità del sesso sia la procreazione e che qualunque atto che non miri a tale scopo sia da ritenere contro-natura. Da qui l’attacco ai metodi contraccettivi (“Le pillole provocano danni a lungo termine al corpo della donna e dell’uomo, forzando la natura”, si legge), all’aborto e all’omosessualità. In un altro articolo del medesimo giornalino, invece, una studentessa parla di “propaganda LGBT” e di “lavaggio del cervello”. “Nessuno nasce gay: nasciamo XX o XY, non c’è un gene difettoso che può cambiarlo. Chi si definisce gay o lesbica non ha una bella storia da raccontare oppure ha pensato bene di darsi al libero amore, tanto c’è altra gente che fa così”. Si fa riferimento ai gay, inoltre, come pericolose fonti di malattia gravissimeoltre all’Aids”.

L’Unione degli Studenti di Bergamo (UDS) ha denunciato l’episodio e diramato una nota che recita così: “Riteniamo inaccettabile che in un liceo statale, nel 2017, sia dato spazio ad idee pericolose e contorte, che colpevolizzano scelte difficili e trasmettono concezioni medioevali, paragonando l’uso di un contraccettivo alla bulimia in un momento in cui è necessaria un’educazione sessuale informata e veritiera. Non possiamo accettare che, in risposta ad una ragazza omosessuale che ringrazia chi le è stata vicino nel percorso di accettazione di sé, la si accusi di essersi fatta abbindolare da un’ideologia fasulla, confondendo peraltro identità di genere con l’orientamento sessuale in uno sconnesso calderone di ignoranza ed intolleranza. Come possono essersi sentiti adolescenti alle prese con l’accettazione della propria sessualità o ragazze che hanno magari preso la sofferta decisione di abortire di fronte a queste parole?”.

OMOFOBIA E DISCRIMINAZIONI AL SECCO SUARDO

Tra febbraio e marzo sono stati pubblicati alcuni articoli sul giornalino…

Pubblicato da Unione Degli Studenti Bergamo su Domenica 9 aprile 2017

Dura condanna anche da parte di Arcigay Bergamo Cives che ricorda i due livelli di controllo a cui ogni articolo andrebbe sottoposto: il direttore del giornalino, in primis, e la vicepreside. Il controllo c’è stato? Se sì, è stata data autorizzazione alla pubblicazione?

Il preside Luciano Mastrorocco ha dichiarato: “Il giornalino privilegia l’assoluta libertà degli studenti partendo dal presupposto che non esistono primazie di pensiero”. Pronta la ribattuta di Arcigay: “Questo sistema porta a derive pericolose: l’argomentazione utilizzata dal preside è la stessa usata dai negazionisti dell’Olocausto e da chi inneggia alle discriminazioni. La scuola deve essere luogo di diffusione di conoscenza e diritti civili, non il luogo della disinformazione”. Arcigay Bergamo Cives ha avviato dunque la richiesta formale per un incontro con il preside per chiedere l’implementazione di politiche di controllo.

Anche l’associazione Bergamo contro l’Omofobia ha detto qualcosa in merito: “Non è la prima volta che il Secco Suardo è vittima dell’omofobia di pochi estesa ai più forzatamente. Già qualche mese fa gli studenti erano stati portati ad assistere a una conferenza contro aborto, fecondazione assistita e omosessualità senza la possibilità di assistere a un contraddittorio. Non vediamo l’ora di incontrare i ragazzi in autogestione per il terzo anno di fila”.

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