Omofobia, aggredito a Taranto il presidente Arcigay: “Ma non dobbiamo nasconderci”

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"Le battutine e i sorrisini spariranno quando impareremo a baciarci e ad amarci senza vergognarci".

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Ancora omofobia a Taranto, ancora una volta protagonista Luigi Pignatelli, presidente dell’associazione culturale Hermes Academy e del comitato Strambopoli–Arcigay Taranto.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedì, mentre Luigi e il padre si trovavano sul bagnasciuga di Lido Taranto. Due ragazzi si sono avvicinati, hanno schernito il padre del ragazzo (accusato di fare da guardia del corpo al figlio) e offeso e minacciato Pignatelli fino al momento dell’aggressione fisica. Il presidente di Arcigay Taranto, che ha affidato il suo rammarico per l’ennesimo episodio del genere ai social, scrive: “I due si sono avventati contro di me. Mio padre si è messo in mezzo per proteggermi, venendo colpito sulla schiena dal braccio del maggiore dei due. Ho chiamato il 112 e ho lanciato l’allarme. Il più grande ha cercato di togliermi lo smartphone dalle mani. Mentre mi difendevo ho subito una strattonata al braccio sinistro”. Un terzo ragazzino lanciava pietre da lontano, continua Luigi, costretto ad affidarsi alle cure dell’ospedale SS. Annunziata per accertamenti: medicato per una contusione, la prognosi è di 7 giorni.

Nessuno ha mosso un dito. “Per l’ennesima volta vengo aggredito da una banda di teppisti omofobi presso la spiaggia del lungomare. Gli altri bagnanti guardano in silenzio e la polizia tarda ad arrivare. Questa è Taranto. E mi chiedevate perché non ci volevo tornare in questo inferno?”.

L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie: l’ultimo risale a fine marzo, ma l’attivista ha denunciato situazioni simili a gennaio, a giugno 2016 (quando fu inseguito da un uomo sulla via principale di Taranto, scaraventato contro la vetrina di un negozio e colpito con tre pugni, uno in faccia e due allo stomaco) e a marzo 2015, quando fu aggredito, minacciato e apostrofato così da un branco di dieci ragazzini: “Pedofilo, fai schifo. Non tornare più qui, altrimenti ti uccidiamo”.

Luigi Pignatelli però non molla e rilancia: in questi minuti è di nuovo in piazza con il Villaggio delle Differenze, nell’ambito di una campagna socio-sanitaria di prevenzione e contrasto a fenomeno di omo-bi-transfobia, violenza di genere, xenofobia e cyberbullismo, e continua a distinguersi per iniziative atte a sensibilizzare circa le malattie sessualmente trasmissibili.

Tra poco torniamo in piazza con #IlVillaggioDelleDifferenze #PugliaPride2017

Pubblicato da Luigi Pignatelli su Sabato 6 maggio 2017

 

Il Puglia Pride 2017, che torna l’1 luglio a Bari dopo ben quattordici anni, lo vedrà in prima fila. Perché, come ricorda su Facebook, “l’omofobia si può combattere rendendo quotidiano l’amore in ogni sua forma. Ciò che non si vede continuerà a essere interpretato come qualcosa di innaturale. Una legge contro l’omofobia è importante ma non basta, perché fanno male anche i sorrisini e le battute. Tutte cose che non sono perseguibili ma che spariranno se tutti noi impareremo a baciarci, amarci senza vergognarci. Non possiamo, non dobbiamo più nasconderci”.

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