OMOSESSUALE E’ NATURALE

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Intervista ad Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi: "Credo che anche i single devono aver diritto all'adozione. Non mi piace dare questa opportunità solo alle coppie, gay o...

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ROMA – A lungo i Verdi sono rimasti ai margini dei centri del potere decisionale politico; trattati come un movimento di opinione, incapaci, secondo alcuni, di misurarsi con i temi globali della politica. Negli ultimi anni la gente si è accorta che ambiente, infrastrutture, salvaguardia del territorio, creavano una dicotomia con una vita migliore, un’economia di sviluppo, un aiuto concreto ai bisogni collettivi. I Verdi, lentamente uscirono dal bozzolo dove erano stati rinchiusi e librarono il volo. Nel 1987 portarono in Parlamento alcuni loro candidati, amplificando voci di cittadini che chiedevano rispetto collettivo per la madre terra. Dal 26 aprile 2000 al 13 maggio 2001 entrano nella compagine governativa del centro-sinistra e ad Alfonso Pecoraro Scanio, salernitano, classe 1959, avvocato, venne affidato il dicastero delle Politiche Agricole e Forestali.

Alle elezioni regionali del 16 aprile 2001, il centro-sinistra subisce una debacle ma i Verdi aumentano al 2,4 per cento. Il 2 dicembre del 2001 l’Assemblea Costituente elegge presidente Alfonso Pecoraro Scanio al posto di Grazia Francescato. Oggi sono autorevoli interlocutori nell’Ulivo e baluardo per le battaglie civili ed i diritti alle minoranze sessuali. Il suo presidente si dichiara contento di poter parlare con Gay.it.

Onorevole Pecoraro Scanio cosa sta succedendo nell’Ulivo?

La verità è che vengono allo scoperto situazioni esistenti. Il vecchio Ulivo è finito il 13 maggio ma i cambiamenti avvengono con bradipa lentezza; bisogna comprendere che va completamente rifondato. Ogni partito confluito nell’Ulivo, ha interpretato bisogni ed esigenze a misura di partito piuttosto che scrivere un programma comune. Noi Verdi, pensiamo che in Italia si vince seguendo una linea Schröder: più pace, più diritti, più coraggio.

Forse, anche più sinistra.

Molti cercano di rincorrere un moderatismo, a volte quasi conservatore, e lì siamo certamente perdenti. Necessita una verifica. Non diciamo che le nostre ragioni sono valide ma, la linea non può essere quella di votare sì all’invio di truppe in Afghanistan, guidate da Martino e Berlusconi; e questo dopo un anno di governo davvero pessimo. La politica americana non ha portato risultati sugli obiettivi primari nella lotta al terrorismo e, in un certo senso, è peggiorata tutta la situazione internazionale rispetto allo scorso anno. E’ più guerresca e la politica estera italiana è degradata.

Avevamo Ruggiero…

Ruggiero aveva un certo spessore ed una sana decenza. Adesso ci ritroviamo con un premier-ministro degli Esteri in eterno interim e Martino che fa l’opposto di quanto dichiara. Non deve sorprendere l’Ulivo che si divide; trovo invece pazzesco che si vada a fomentare una situazione internazionale mandando i nostri ragazzi a combattere. Mi chiedo cosa vuol dire essere bipartisan in una condizione modificata a livello internazionale. Così Rutelli ha già scelto di lasciare la guida del coordinamento dell’Ulivo. Se ci porteranno ad un voto per l’intervento armato in Iraq faremo dura opposizione. I Ds devono prendere in mano le redini della coalizione e smettere di avere paura.

Presidente, com’è che i Verdi in Germania sono determinanti e voi in Italia no?

E’ mancata l’indipendenza, i partiti del centro-sinistra hanno sempre cercato di vederci come un protettorato per poi massacrarci elettoralmente. Ora cerchiamo di essere leali ma autonomi.

Cosa devono fare Governo, Regioni e Comuni per frenare il disastro ecologico?

Una seria politica sulle opere pubbliche. Chi ci accusa di frenare lo sviluppo dice sonore cazzate! I verdi sono il partito dello sviluppo, non quello di rapina. Quello che va fatto è la tutela del territorio che è la più grande infrastruttura. Il vecchiume politico che ancora esiste in modo plateale a destra e in maniera più contenuta a sinistra obbliga a combattere chi vuole il ponte sullo stretto di Messina o il Mose a Venezia e non consolida ferrovie, strade e bacini marini.

Onorevole, lei è bisessuale?

Sì e sostengo la mia bisessualità tentando di praticarla quando ho tempo. Insisto a pensare che l’amore come il sesso non ha confini. E credo che nel dna di un mediterraneo c’è una forte carica di bisessualità, non amo le posizioni rigide che ci vengono insegnate. Ritengo la bisessualità un diritto di libertà per tutti.

Parliamo di unioni civili ed adozione.

Le unioni civili non sono un’alternativa alla famiglia ma, questo non deve portare a togliere un diritto di libertà. In giro c’è un’ossessione sull’aspetto sessuale che poi coinvolge anche persone che non si amano sessualmente ma vivono senza diritti. Credo che anche le donne e gli uomini single devono aver diritto all’adozione. Non mi piace dare questa opportunità solo alle coppie o solo alle coppie gay .

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