OMOSESSUALI? ESCLUSI!

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Incredibile: in un bed and breakfast a Roma.

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Omosessuali? No, grazie. L’esclusione che suona come uno schiaffo appare nella descrizione di un Bed & Breakfast romano, situato nel semi-centrale quartiere Coppedé. Alla descrizione completa dell’appartamento che il proprietario ha messo a disposizione per ospitare visitatori della capitale, insieme a indicazioni come "uso cucina", "televisore", ecc. nel campo riservato alle "esclusioni", cioè alle categorie di persone che il proprietario non gradisce avere in casa c’è scritto semplicemente: "omosessuali".

Un caso di omofobia. Una discriminazione palese la cui colpa ricade sul proprietario. Anche quando non fosse illegale, come pare sia in questo caso. L’Azienda di Promozione Turistica di Roma precisa che la legge che regola i B&B non vieta ai proprietari di scegliere chi accettare in casa propria: se, infatti, un albergo non può rifiutare di dare ospitalità a un omosessuale (a meno che non abbia, ovviamente, esaurito le stanze…) i proprietari di una casa messa a disposizione per un’attività di B&B hanno il diritto di rifiutare un cliente anche un momento prima di farlo entrare in casa, per pura antipatia personale. Quindi, e questa è forse la vera notizia, scrivere "esclusioni: omosessuali" sarebbe perfino lecito. Il B&B in questione è inserito in un elenco gestito da un’associazione romana, "Il Torrente": al numero telefonico che appare nel loro sito internet (dal quale siamo venuti a conoscenza dell’esistenza del B&B incriminato) risponde una signora, che non lesina ampie assicurazioni sull’onestà dell’associazione, che ricorda persino come Il Torrente si sia messo a disposizione dei giovani che giunsero a Roma per il Gay Pride del 2000. Ma lo schiaffi resta, e la frase: "Esclusioni: omosessuali" non può e non deve essere giustificata. La signora assicura infine che la pagina relativa a quell’alloggio verrà presto rimossa, perché da mesi non utilizzata. E alla richiesta di Gay.it di fornire il nome del proprietario del bed and breakfast per chiedergli spiegazioni, rifiuta. Di lui si sa soltanto che sarebbe un ricercatore universitario

Perché, dunque, si è dato spazio a un proprietario omofobo? La signora paragona la discriminazione contro i gay ai casi in cui una proprietaria donna che vive da sola sceglie di non ospitare uomini soli, o di un uomo solo (accade anche questo) che non vuole avere in casa donne sole: in casa propria- secondo la signora – è lecito fare di tutto per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli che comportano dei coinvolgimenti sessuali.

La motivazione personale con la quale il proprietario ha effettuato l’esclusione, dichiarano infine al Torrente, è stata considerata plausibile. Invece non sta in piedi: ed è piuttosto paragonabile alla discriminazione nei confronti delle persone di colore. C’è da chiedersi poi come il proprietario riconoscerebbe gli omosessuali; o forse discriminerebbe le coppie di maschi (perché pare ce l’abbia solo con i maschi gay) che chiedono la camera e uniscono i letti? Ci sono gli stremi per pensare che si tratti di una violazione dei diritti, una restrizione intollerabile, checché ne dica la legge.

Gli omosessuali, questo è certo, non hanno nessuna intenzione di servirsi presso situazioni in cui vengono dichiaratamente esclusi. Ma dovrebbero, e lo faranno, sconsigliare di andarci anche a tutti i loro amici eterosessuali.

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