Omosessuali in Calabria: il convegno

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Sergio Lo Giudice, presidente nazionale dell'Arcigay, è intervenuto nel corso del convegno “Il diritto alla Libertà” organizzato dal circolo recentemente formatosi ArciGay Eos di Cosenza.

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Sergio Lo Giudice, presidente nazionale dell’Arcigay, è intervenuto nel corso del convegno “Il diritto alla Libertà” organizzato dal circolo ArciGay Eos Calabria recentemente formatosi, in collaborazione con la sinistra giovanile della Calabria, la Federazione provinciale e il Circolo cittadino di Crotone. Il convegno ha ospitato anche interventi di esponenti locali e nazionali della Sinistra Giovanile e del consigliere regionale DS Pino Napoli.

«Il convegno di stasera – ha detto Lo Giudice – vuole essere una riflessione attenta sul diritto al riconoscimento e alla accettazione visibile e sostanziale degli omosessuali in una terra difficile e sorda a queste tematiche, come la Calabria».

«Nonostante – sostiene ancora Lo Giudice – il forte ritardo sociale, politico e culturale della Calabria rispetto al tema dell’omosessualità, qualcosa sta cambiando a opera degli stessi 150.000 omosessuali che vivono in questa regione. Mi riferisco per esempio, alla formazione del primo circolo di cultura omossessuale Arci Gay di Cosenza che si rivolge a tutto il territorio regionale».

Il presidente nazionale dell’Arcigay spiega le motivazioni alla base del suo impegno: «Combattiamo per questa minoranza maltrattata e resa invisibile, per tutti coloro che vivono il disagio di essere discriminati e forzatamente ingabbiati in una identità che non appartiene loro. Sebbene nel sud esista un sentimento di accettazione per l’individuo, c’è ancora molta resistenza al riconoscimento dell’omosessuale nella sua dimensione pubblica, sociale e relazionale».

Compagna di viaggio nelle manifestazioni dell’Arci Gay è la Sinistra Giovanile, impegnata a livello locale e regionale contro pregiudizi e discriminazioni sociali. Lo puntualizza Otello Piccoli, della segreteria Nazionale della Sinistra Giovanile, nel suo intervento: «Diritti, libertà e minoranze sono tre parole che oggi raramente vanno bene insieme. Siamo convinti di essere uomini liberi, perché così è scritto e sancito nella Costituzione, ma la realtà in molti aspetti è ben diversa. Oggi è difficile vivere perfino la propria vita privata senza doverne rispondere a nessuno».

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