Omotransfobia, va male l’Italia: per il rapporto ILGA è solo 32esima in Europa

di

L'organizzazione ha pubblicato un'anteprima del report sui diritti LGBT nel Vecchio Continente.

europa omotransfobia ilga
CONDIVIDI
13 Condivisioni Facebook 13 Twitter Google WhatsApp
3892 1

Meglio di noi anche l’Ungheria autoritaria di Orban: nel report ILGA sull’omotransfobia figuraccia dell’Italia.

Un Paese fermo. È quanto si dice spesso dell’Italia sul fronte dell’economia, delle famose “riforme”, dell’innovazione. Certamente, e noi lo sappiamo bene, in Italia è così anche sul fronte dei diritti. Ora lo certifica anche l’ILGA, l’International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersexual Association, che ha pubblicato un’anteprima del suo rapporto annuale sull’omotransfobia in Europa.

Nella relazione, che considera anche paesi extra UE, l’Italia si conferma per il secondo anno solo 32esima: battuta persino dall’autoritaria Ungheria o da paesi di recente democrazia come Croazia e Albania.  Evidenziando così un ritardo non solo nei confronti degli altri paesi occidentali.

Il nostro paese totalizza un misero 27% su tutto l’arco delle politiche a tutela della comunità LGBTI valutate dall’organizzazione che riunisce le associazioni queer nazionali: politiche antidiscriminatorie (in rosso), leggi sulla famiglia (in arancio), contrasto ai crimini e discorsi d’odio (in giallo), riconoscimento del genere e dell’integrità del corpo (in verde), libertà civili (in azzurro) e asilo (in lilla).

 

Italia ILGA diritti LGBT Europa
Nel punteggio relativo ai diritti LGBT in Italia, spiccano le povere performance in termini di contrasto all’hate speech e ai crimini d’odio (giallo) e le politiche anti-discriminazione (rosso).

Il report di ILGA-Europe è stato commentato con una nota congiunta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale – Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno e Movimento Identità Trans.

“Evidenzia nuovamente l’enorme ritardo dell’Italia rispetto agli altri Paesi d’Europa – si legge nel comunicato – Nonostante il passo avanti della legge sulle unioni civili, che proprio in questi giorni compie due anni, spiccano le tante aree di intervento ancora prive di normative e politiche attive: dal pieno accesso a tutti gli istituti vigenti nel diritto di famiglia e delle persone, compreso il pieno riconoscimento dell’omogenitorialità, al contrasto alle discriminazioni, ai crimini e ai discorsi d’odio, fino al diritto all’autodeterminazione, al riconoscimento e all’integrità fisica e alla salute delle persone trans e intersex”.

“La mappa Rainbow Europe – concludono le associazioni – dimostra chiaramente come la legge italiana non protegga le persone LGBTI in molti aspetti chiave della loro vita. Che messaggio trasmette questo silenzio legislativo dei politici italiani alle persone LGBTI e alle loro famiglie? Nessuna legge contro i crimini o i discorsi d’odio, un riconoscimento ad hoc delle famiglie arcobaleno, persino una legislazione di base contro le discriminazioni è assente. Nel 2018, questo è inaccettabile!”.

Leggi   La Russia all'ONU nega ancora le torture: "In Cecenia non ci sono gay"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...