Ondata diomofoia istituzionale nell’ex Unione Sovietica

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La Corte SUprema conferma la legge di San Pietroburgo e il parlamento ucaino ne approva una fotocopia. L'Ilga denuncia una situazione critica.

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E’ una vera e propria ondata di omofobia istituzionale (e non solo) quella che sta attraversando l’ex URSS. Che l’estremo est europeo non sia l’area più friendly del Vecchio Continente, è cosa nota, tra i divieti di Pride finiti in scontri e le leggi contro la "propoaganda dell’omosessualità". Le cose, però, sembrano peggiorare. E’ di oggi infatti, la notizia che la Corte Suprema russa ha confermato proprio questa la famigerata legge, per protestare contro la quale Certi Diritti ha chiesto al comune di Milano di revocare il gemellaggio con San Pietroburgo. La conferma della corte è arrivata a seguito del ricorso presentato dalle associazioni lgbt locali che "chiedevano il riconoscimento della normativa come illegittima". Nel mirino della norma è finita anche la Regina del Pop, Madonna, rea di avere parlato dal palco del suo concerto russo proprio a favore degli omosessuali e di aver distribuito al pubblico dei braccialetti rosa di sostegno alla comunità lgbt chiedendo poi ai fan di alzare le mani tutti insieme per mostrarli.

Se la denuncia ai danni di Madonna dovesse essere accettata dal tribunale distrettuale di San Pietroburgo, la pop star dovrebbe pagare una multa pari a 8 milioni di euro per aver fatto "promozione dell’omosessualità davanti a minori".

Ed è ancora cronaca delle ultime ore l’approvazione, da parte del parlamento ucraino ha approvato in prima lettura, con 289 voti a favore su 450, una legge ancora una volta contro "la propaganda dell’omosessualità" che, come è evidente, si traduce in forti limitazioni di parola, associazione e iniziativa per la comunità lgbt.

Ma a denunciare la situazione generale dell’area, c’è il rapporto 2012 dell’Ilga (International Lesbian Gay Bisexual Trans and Intersex Association) a proposito delle pratiche amministrative e della legislazione degli stati europei in tema di minoranze sessuali.

Secondo l’Ilga, che assegna un massimo di 30 punti agli stati più virtuosi e -12 a quelli in cui la situazione è peggiore) la Russia e la Moldova si piazzano all’ultimo posto della classifica, entrambe con -4,5, mentre nelle posizioni immediatamente superiori troviamo Armenia, Arzebaigian e Ucraina con -4. La bielorussia del dittatore Lukashenko, poi, non supera -1. Ed è proprio in Bielorussia, a Minsk, che dal 5 all’11 ottobre prossimo si terrà il Gay Prude 2012 con una forte attesa da parte della comunità e  non poche tensioni da parte dei numerosi oppositori.

Solo per terminare la carrellata della classifica dell’Ilga, basti sapere che al primo posto c’è la Gran Bretagna con 21 punti e che l’Italia, invece, ha ottenuto solo due punti, al pari dell’Estonia e della Georgia, entrambe repubbliche dell’ex blocco sovietico.

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