Onu-Aids: polemiche sulla situazione africana

di

C'è chi dice che non sono in grado di prendere i medicinali regolarmente, chi punta sulla prevenzione educando alla castità, chi vuole continuare con la distribuzione di profilattici.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
543 0
543 0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


I vignettisti del colonialismo disegnavano gli africani con la sveglia al collo. Andrew Natsios, nuovo direttore dell’USAID, l’agenzia americana per gli aiuti umanitari all’estero, sostiene che è inutile sprecare risorse per curarli dall’Aids: tanto non hanno l’orologio, e non potrebbero prendere le medicine all’ora giusta.

La battuta, detta da Natsios con la massima serietà nel corso di un’intervista con il Boston Globe, sarebbe ridicola se non rispecchiasse il tragico fallimento che minaccia la prima conferenza mondiale dell’Onu contro l’aids, in programma a New York dal 25 al 27 giugno. I governi di tutto il mondo si danno battaglia sul documento in preparazione: i paesi islamici insistono per una condanna dell’omosessualità, la Libia non vuole che si parli di droga, gli Stati Uniti rifiutano di ammettere che chi non può pagare abbia diritto all’assistenza sanitaria. Intanto il numero dei malati di Aids nel mondo è salito a 36 milioni, e i morti sono 17 milioni.

Andrew Natsios è uno dei pochi uomini di cui il presidente George Bush si fida. Repubblicano di ferro, è un cristiano di rito greco cresciuto tra i puritani del Massachusetts, ed è convinto che il peccato sia la causa dei mali dell’umanità. Appena nominato amministratore dell’USAID ha convinto il presidente a negare ogni aiuto ai consultori familiari all’estero in cui si consiglia l’aborto. Ha accompagnato il segretario di Stato Colin Powell in Africa, ed è tornato sconvolto dalla distruzione del tessuto sociale provocata dall’Aids. Ha annunciato che userà il denaro dei contribuenti americani per promuovere il solo rimedio in cui crede: la castità.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...