ONU: appello per combattere le violenze contro i gay

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Alle Nazioni Unite presentata una dichiarazione congiunta per la lotta alle discriminazioni e persecuzioni basate sull’orientamento sessuale. Ecco i paesi che l’hanno sottoscritta...

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NEW YORK – La scorsa settimana alla sede delle Nazioni Unite è stata depositata una dichiarazione congiunta a difesa dei diritti umani e contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. La dichiarazione congiunta è stata letta dall’ambasciatore norvegese all’ONU al fine di denunciare le violazioni dei diritti umani e le persecuzione che omosessuali e transgender ancora subiscono in molte parti del mondo. Nel testo si spiega che il Consiglio sui Diritti Umani dell’ONU ha ricevuto in passato e continua a ricevere chiare prove di violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere delle persone. Si tratta spesso di privazioni che comprendono la privazione del diritto alla vita, della libertà e l’impossibilità di vivere una vita che sia libera dalla violenza e da torture. I 54 paesi firmatari dell’appello raccomandano che si faccia attenzione su questi argomenti tramite Procedure Speciali, accordi e tramite la società civile e che tutti gli organismi dell’ONU tengano presente queste problematiche per quanto concerne i loro mandati.
“Esprimiamo profonda preoccupazione per il proseguimento di queste violazioni dei diritti umani” dice la dichiarazione, ”I principi di universalità e di non discriminazione richiedono che queste tematiche siano affrontate. Esortiamo pertanto il Consiglio sui Diritti Umani di prestare attenzione alle violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e dell’identità di genere e richiediamo al Presidente del Consiglio di fornire l’opportunità, a una appropriata futura sessione del Consiglio, per una discussione su queste importanti tematiche relative ai diritti umani.»
Questa dichiarazione è stata presentata con l’appoggio di 54 nazioni, tra le quali 18 facenti parti del Consiglio dei Diritti Umani. Le nazioni gay-friendly sono: Albania, Andorra, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Guatemala, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Montenegro, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Panama, Peru’, Polonia, Portogallo, Macedonia, Corea del Sud, Moldova, Romania, Serbia, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Timor-Est, Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti, Uruguay e naturalmente la Norvegia che si è fatta promotore dell’iniziativa. Da notare, purtroppo, che l’appello non è stato sostenuto da nazioni colossali in termini di popolazione come Russia, India e Cina, e l’assoluta assenza di paesi arabi e musulmani. (Roberto Taddeucci)

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