ONU, Consiglio Diritti Umani approva risoluzione storica

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Nonostante la feroce opposizione del Pakistan e dei paesi africani, il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu ha approvato la parità dei diritti per tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale.

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Il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu ha approvato oggi una risoluzione "storica" che stabilisce la parità dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’orientamento sessuale, segnando un progresso significativo nella lotta per i diritti omosessuali. La risoluzione, presentata dal Sudafrica, è stata varata con 23 voti a favore, 19 contrari e tre astensioni, nonostante la forte opposizione da parte degli stati arabi e africani. "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo", si legge nel testo.

Il voto ha dato vita a un dibattito infuocato nel gruppo dei Paesi africani, presieduto dalla Nigeria, e nel gruppo dei Paesi islamici, ferocemente contrario alla risoluzione. Il rappresentante del Pakistan, in particolare, si è detto "seriamente preoccupato da questo tentativo di introdurre all’Onu nozioni che non hanno alcun fondamento legale nella legislazione internazionale dei diritti dell’Uomo". Il delegato della Nigeria ha invece attaccato il Sudafrica, accusandolo aver "rotto con la tradizione del gruppo africano". Per gli Stati Uniti, il voto della risoluzione "entra nella storia della lotta per l’uguaglianza e la giustizia". La risoluzione chiede inoltre uno studio sulle leggi discriminatorie e le violenze contro le persone a causa del loro orientamento e della loro appartenenza sessuale.

In sede internazionale la palla passa adesso all’Altro commissario per i Diritti Umani. "La risoluzione chiede all’Alto Commissario per i Diritti Umani – spiega Stefano Bucaioni (in foto), responsabile Esteri di Arcigay – di preparare uno studio sulla violenza e la discriminazione omofobia e transfobica, e chiede una tavola rotonda che si terrà presso il Consiglio dei diritti umani per discutere i risultati dello studio in modo costruttivo e trasparente”. Per quanto riguarda l’Italia, invece, la risoluzione è stata subito presa a modello dal presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané che auspica "che il Governo prenda immediatamente atto della risoluzione ONU e ritiri le pregiudiziali che vorrebbero affossare la Legge contro l’omofobia". Pregiudiziali che mirano a dichiarare incostituzionale la legge contro l’omofobia proprio perché fa riferimento al concetto di "orientamento sessuale".

La deputata del PD Paola Concia ricorda "che siamo l’unico fra i paesi fondatori dell’Ue a non avere nel proprio ordinamento leggi che tutelino le persone omosessuali. La giusta risposta a questi dubbi che la comunità internazionale avanza nei nostri confronti, sarebbe dunque l’approvazione finalmente di quelle leggi antidiscriminatorie e di uguaglianza che il nostro paese aspetta ormai da troppo tempo". E fa un appello: "che dopo gli accorati appelli del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e di Hillary Clinton, il centro destra italiano si decida almeno di ascoltare  le Nazioni Unite, approvando finalmente una legge che punisca con un aggravante specifica le aggressioni a sfondo omofobo o transfobico".

Tutte le organizzazioni non governative – fanno sapere da Certi Diritti – considerano la decisione di portata storica. "Sarebbe ora che anche l’Italia adeguasse il proprio ordinamento interno seguendo quanto l’Onu, l’Ue e molti altri paesi democratici fanno per la lotta alle discriminazioni", ha detto infine Matteo Mecacci (in foto), rappresentante all’Onu del Partito Radicale che in quella sede ha lo status proprio di organizzazione non goverantiva.

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