Onu, depenalizzazione omosessualità: Vaticano ancora contro

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Mentre la Francia vorrebbe un documento di condanna verso gli 80 paesi che perseguitano gay, lesbiche e trans, all'Onu l'ambasciatore del Vaticano pronuncia un discorso che li equipara...

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Prosegue l’iter per la depenalizzazione dell’omosessualità alle Nazioni Unite. Dopo la proposta di risoluzione firmata da 68 paesi, "oggi a Ginevra alla Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite è stata depositata, da parte della Colombia, un’altra proposta di Risoluzione, che chiede di mettere fine alle violenze e discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone, sostenuta da 83 Stati". Lo fa sapere l’associazione radicale Certi Diritti che punta il dito contro l’atteggiamento della delegazione vaticana.

"Durante la presentazione del documento alcuni dei paesi firmatari hanno preannunciato di voler presentare il testo di una Risoluzione di condanna agli  80 paesi del mondo che perseguitano penalmente l’omosessualità", raccontano da Certi Diritti, ma "come al solito il Vaticano, tramite il suo rappresentante all’Onu, l’arcivescovo Silvano M. Tomasi non ha perso occasione per inserirsi e ficcare il naso su vicende che non riguardano certo la religione cattolica". "Il gerarca vaticano", "che all’Onu è spesso alleato dei paesi dittatoriali e/o teocratici, è intervenuto sostenendo tesi ridicole e stupide che cercano di alimentare confusione riguardo la definizione di ‘orientamento sessuale’ e i comportamenti pedofili e incestuosi".

La battaglia per la depenalizzazione dell’omsoessualità continua.

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