ORGOGLIO E DIGNITA’

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Aspettando il Pride. "Vivere da gay, senza vergogna nè slogan": Parla don Domenico Pezzini, che da vent'anni si occupa della cura pastorale di persone omosessuali.

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PADOVA – Venerdì 24 maggio: Centro universitario. L’incontro verte sul tema "Le persone omosessuali nella chiesa: considerazioni teologiche ed esperienza locale". Insieme a Gianni Geraci, portavoce del Coordinamento omosessuali cristiani in Italia, c’è Don Domenico Pezzini, sacerdote della diocesi di Lodi, docente universitario e autore di numerosi libri di spiritualità, che da oltre 20 anni si occupa della cura pastorale di persone omosessuali. L’abbiamo intervistato.

Nel corso della serata si è parlato non solo del tema centrale, ma in piena sintonia con l’avvento del Pride padovano, Don Domenico Pezzini e Gianni Geraci hanno rilasciato velatamente dichiarazioni sulla parata dell’8 giugno. "Si deve parlare della condizione omosessuale a tutto tondo, ma senza perdersi in inutili discorsi sterili – dice serio Don Domenico Pezzini – L’omosessualità, per una certa esegesi cattolica, era concepita come frutto di atti disordinati. Ma io sono ottimista, in quanto spesso il catechismo cattolico è fuorviante in tal senso, certi rappresentanti della curia fingono di ascoltare e guadano altrove quando si parla di omosessualità. – continua Pezzini – Il Pride, come del resto tutte le manifestazioni, sarà invaso da slogan, ma io invito gli oppositori a bandire dalle loro menti gay è bello, gay è peccato. Sono parole prive di senso, che prevaricano qualsiasi tipo di dialogo."

Anche Gianni Geraci (foto) è intervenuto sul tema "Sono molto affezionato a Padova, io stesso mi laureai qui e feci il mio primo incontro con l’omosessualità, feci i conti con il mio essere omosessuale. – prosegue – Nella chiesa prevale ancora, a mio malgrado, un approccio superficiale che rappresenta l’esatta conseguenza della disinformazione e della communis opinio di tanti psicologi in erba. Anche se pare strano c’è da sfatare un consiglio imputato alla Chiesa, ma sempre travisato, quello di contestare all’omosessuale di dichiarare apertamente la sua condizione optando per un "Siate omosessuali, ma di nascosto, nelle vostre case, non rendetelo pubblico!""

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