ORGOGLIO E POLITICA

di

Il Pride di Roma sarà dedicato alle vittime dell'omofobia. Il Mieli firma un documento politico molto duro nei confronti del governo. E si stacca dai Pride di Padova...

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


ROMA. Il Mario Mieli di Roma si fregia, a ragione, di un importante primato. «Siamo stati sicuramente tra i primi, – si legge in un documento – a portare in piazza, come organizzatori del World Pride, centinaia di migliaia di persone a difesa non solo dei diritti degli omosessuali, ma anche dei tanti cittadini che vedevano minata la loro libertà di manifestare». Quel che è certo, è che il Wolrd pride di Roma fu tra gli eventi mediatici più importanti del Duemila.

Due anni dopo, il Mario Mieli organizza il Pride romano del prossimo 29 giugno e attacca tutti. La sinistra: «I partiti della maggioranza di sinistra, come al solito lenti a capire, e sempre imbarazzati sui temi della sessualità e della morale pubblica, all’epoca non hanno saputo sfruttare il potenziale di quel movimento di persone che spontaneamente sostenevano noi, loro stessi e le libertà di tutti: così, a due anni di distanza, ci ritroviamo in compagnia di Silvio "Burlesconi" (così lo ribattezza il Mieli) della sua "Casa delle libertà", che quel nome lo ha solo usurpato». Parte da qui l’attacco al governo di centrodestra e ai suoi esponenti: nelle intenzioni dei suoi organizzatori, il Pride di Roma vuole ricollegarsi al «movimento di piazza nato dall’iniziativa di tanti cittadini decisi a dire basta a questo pessimo governo».

E si allontana così dallo spirito più sociale e meno politico, fatto di rivendicazioni dei diritti e ricerca di interlocutori, che anima invece ad esempio i Pride di Padova e di Milano. «Ci ritroviamo a combattere – dicono al Mieli – con le leggi proposte sempre e comunque a danno di tutti i cittadini, come quella di Storace. Non sarebbe male, a questo riguardo, un bel girotondo intorno al palazzo della Regione Lazio, a difesa dei diritti delle famiglie di fatto, etero ed omosessuali. Per non parlare del Ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, che fa timide e generiche affermazioni di apertura ai gay, e viene prontamente bacchettata dal capo-padrone del governo: già, perché i gay non sono persone meritevoli di diritti e tutele, ma soggetti da discriminare, ignorare, allontanare, calpestare, criminalizzare. Non possiamo – continua il documento – vedere come questa politica, che agisce sul pregiudizio sociale, persista nel creare i presupposti di odio e di discriminazione da cui derivano i continui omicidi perpetrati nei confronti degli omosessuali, nonché infiniti altri atti di razzismo verso di noi ed altre minoranze». L’intenzione degli organizzatori è dunque quella di riunire a Roma il 29 giugno tutti coloro che vogliono lottare contro «la violenza in tutte le sue forme: quella fisica, quella psicologica, sociale, civile, politica, quella delle destre. E vogliamo ricordare Sylvia Rivera, che quest’anno ci ha lasciati, e il cui moto d’orgoglio contro la violenza della polizia fu la scintilla che scatenò nel 1969 la rivolta di Stonewall da cui il movimento gay ha preso avvio in tutto il mondo».

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...