ORGOGLIO GAY DI PROVINCIA

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Nella piccola, cattolicissima Lucca, gli omosessuali organizzano una manifestazione di protesta contro i recenti attacchi omofobi a una libreria. Ce ne parla il proprietario.

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LUCCA – La città di Lucca si prepara a scendere in piazza sabato 6 settembre per manifestare contro gli incresciosi episodi di omofobia ai danni della libreria Baroni avvenuti la settimana scorsa per mano di alcuni militanti di estrema destra. La comunità lucchese è rimasta profondamente colpita dal riesplodere della violenza contro una libreria che già qualche mese fa aveva subito atti di spregevole vandalismo per aver ospitato la presentazione di alcuni libri a tematica omosessuale e gli organizzatori si augurano che i lucchesi sappiano dare un segno di civiltà partecipando numerosi alla manifestazione.
Abbiamo incontrato Cristiano Alberti, proprietario della libreria Baroni, con il quale abbiamo brevemente ricostruito quanto è accaduto alla sua libreria. Ho una libreria che è chiaramente schierata dalla parte giusta, ci ha detto Alberti, ovvero dalla parte di tutti. Due mesi fa, alla fine di giugno, ho ospitato la presentazione di due libri, “Omofobia“, un excursus sul pregiudizio omosessuale dalla Bibbia ai giorni nostri, e “Orgoglio e Privilegio”, un testo sulla letteratura lesbica e non solo. Tra le due presentazioni sono apparse nella nostra vetrina scritte come “Gay Raus”. Tutto si è però risolto nella quasi totale indifferenza visto che non c’erano dei veri e propri danni, se non quelli morali e le imbrattature. Tre giorni prima del recente episodio ho trovato la vetrina del negozio incrinata, ma sinceramente non ho ricollegato il fatto a ciò che era accaduto lo scorso giugno. Invece si trattava forse di un avvertimento, visto che tre giorni dopo la mia libreria è stata assalita poco dopo mezzanotte da un vero e proprio commando composto da sei persone armate di spranghe che hanno sfondato una delle vetrine e imbrattato l’altra con una svastica.
Quando ha accettato di ospitare la presentazione dei due libri sull’omosessualità temeva di poter incorrere in episodi di questo genere?
No, assolutamente no. Non avrei mai immaginato un simile epilogo.
Perché proprio Lucca diviene teatro di episodi di violenza come quello di cui è stato vittima, nonostante sia una provincia in cui sono presenti molti locali gay e ha ospitato appena due settimane fa un Gay Pride storico per la straordinaria partecipazione di pubblico?
Lucca è una città dalle varie anime, e ciò è giustificato anche dalla diversità del territorio lucchese: la Versilia, che ospita locali gay e il GayPride, è un mondo molto diverso dalla città di Lucca. Sono realtà vicine geograficamente, ma lontane in fatto di mentalità. Inoltre Lucca ospita una sede di Forza Nuova che è purtroppo molto attiva grazie al sostegno della destra al potere; per capire qual è il clima che si respira qui è sufficiente ricordare che Lucca è una delle pochissime città italiane in cui si organizzano manifestazioni di chiaro stampo fascista, basti pensare alla contromanifestazione che si tiene qui ogni anno in occasione del 25 aprile.
Ha notato qualche reazione nella sua clientela dopo aver ospitato la presentazione dei libri a tematica omosessuale e all’indomani degli episodi di violenza?
Direi di no. All’inizio c’è stata un’omertà assoluta anche da parte dei commercianti. Ora c’è però un danno vero e proprio, una vetrina sfondata, e la solidarietà del vicinato e dei colleghi è quasi inevitabile. In generale posso dire che il sollevamento popolare c’è stato e le presenze personali si sono fatte più evidenti dopo l’ultimo episodio.
Ha avuto modo di parlare con persone omosessuali che frequentano la sua libreria? Sono spaventate?
Non credo. Ieri abbiamo avuto una riunione de “L’altro volto”, la neonata associazione omosessuale, e non mi è parso di riscontrare spavento. C’è anzi un gran fermento, per lo meno da parte di persone che si erano già esposte.
Non crede che questo episodio vada inteso, oltre che come un esplicito attacco agli omosessuali, anche in maniera più estesa come un attacco alla cultura?
Certamente, il problema è ben più ampio. Hanno scelto di colpire una libreria, la più antica di Lucca, un centro di fruizione culturale importante per la città, non un locale della riviera, e questo non è casuale.
Continuerà ad ospitare incontri a tematica gay?
Certo, anche a costo di cambiare una vetrina al giorno.
Intanto per sabato prossimo è prevista una manifestazione per esprimere solidarietà a lei e al mondo gay offeso. Che cosa si aspetta?
Mi aspetto una grossa presenza di gente che vuole ribadire il suo no all’omofobia e ad ogni forma di violenza discriminatoria. Mi sembra la risposta migliore a quanto è accaduto.
Anche Daniele Lombardi, coordinatore dei GiovaniComunisti di Lucca, punta il dito contro Forza Nuova e la forte connivenza di questa con la classe politica dirigente. L’atto vandalico contro la libreria Baroni è l’ennesimo episodio di violenza qui a Lucca, la punta di un iceberg di una serie di atti intimidatori e di feroce discriminazione, sostiene Lombardi. A Lucca questi fatti hanno trovato una vera e propria legittimazione politica a partire dal 25 Aprile 2001, quando fu concesso a Forza Nuova uno spazio pubblico per la contromanifestazione fascista nel giorno della Festa della Liberazione. Da allora questi episodi si sono fatti frequenti.
Come ha reagito la comunità lucchese?
La sensazione è quella di una reazione positiva, di forte indignazione, ma mancano ancora le condanne di personaggi autorevoli e associazioni importanti come quella dei commercianti.
Quali sono le responsabilità della classe politica per questo clima di tensione sociale, di violenza contro le minoranze?
La classe politica ha colpe ben precise: le ha la giunta di centrodestra che ha legittimato la presenza di Forza Nuova sul nostro territorio, le ha la sinistra che a suo tempo non è stata in grado di estendere diritti e garanzie legislative ai cittadini omosessuali. Dove dovremmo essere presenti noi di sinistra, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, trovano terreno fertile queste associazioni eversive di estrema destra. Ecco perché spesso militano in queste bande giovanissimi del tutto privi di una convinzione politica, reclutati da “burattinai” più anziani per le loro azioni di violenza.
Quali percorsi si dovranno seguire affinché non si verifichi niente di simile in futuro?
Innanzitutto è necessario coinvolgere tutta la città e far capire la gravità di questo atto. Ma è altresì urgente legiferare in materia di unioni omosessuali, di estensione dei diritti alle minoranze. La solidarietà e la condanna non bastano.
Sarete presenti alla manifestazione di sabato?
Certamente. Distribuiremo un volantino in cui abbiamo raccolto la cronologia di tutti gli episodi di violenza compiuti da Forza Nuova nella nostra zona. Speriamo con questo di sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica lucchese.
L’episodio lucchese è stato condannato da numerosi esponenti della classe politica toscana. Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, da sempre attento ai bisogni delle minoranze, ha subito espresso la propria solidarietà con il titolare della libreria Baroni ed ha auspicato che le forze dell’ordine non sottovalutino il riesplodere della ferocia razzista ed omofobica. Un’analoga presa di posizione è venuta dal Vicepresidente della Regione Toscana e Assessore alle Politiche Sociali, Angelo Passaleva, secondo il quale gli episodi di violenza o intolleranza verso chi ha orientamenti diversi sono sempre da condannare. Il rispetto per ogni persona è regola assoluta per una convivenza civile. Questo non esclude il confronto, il dialogo, la differenza di opinioni. Sostituire la ragione con la violenza è sempre porsi sul piano della bestialità e segno di debolezza di idee.
L’appuntamento con la manifestazione di condanna dell’episodio e di solidarietà e sostegno nei confronti della libreria Baroni e della comunità omosessuale è per sabato 6 settembre alle ore 18 in Piazza San Michele a Lucca. Intanto oggi è arrivato anche un messaggio di solidarietà alla manifestazione da parte del presidente del Senato Marcello Pera, lucchese anch’egli: «Gli episodi di violenza accaduti recentemente a Lucca sono un segnale grave che io condanno fermamente perche’ sfregiano il volto civile della citta’ che invece ha grandi tradizioni di tolleranza e rispetto» scrive Pera nel messaggio indirizzato ai presidenti dell’associazione gay e lesbica di Lucca, ‘L’Altro Volto’, e ad Arcigay Toscana.
Il messaggio del presidente Pera e’ stato reso noto dal presidente di Arcigay Toscana, Alessio De Giorgi che, ha sottolineato come “mai, prima d’ ora, fosse stato inviato da un presidente del senato un messaggio di solidarieta’, cosi’ significativo e partecipato, alla comunita’ omosessuale. De Giorgi sottolinea inoltre che il messaggio del presidente del Senato giunga “da una parte politica che in passato ha raramente compiuto gesti di apertura nei confronti delle iniziative della comunita’ gay e lesbica”.
“Il rispetto – prosegue Pera nel suo messaggio – che e’ assai piu’ della semplice tolleranza, delle diversita’ sessuali non solo e’ garantito dalla nostra Costituzione e ora da quella Europea. E’ il banco di prova di ogni persona civile e di ogni cittadino democratico”. “Gli intolleranti e violenti – scrive il presidente del Senato – sono vittime della loro ignoranza e di una pessima educazione e possono alimentarsi solo grazie alla nostra inerzia. Per questo, nel condannare quegli episodi, vi esprimo la mia solidarieta’ e stima e auguro successo alla Vostra manifestazione di testimonianza nel rispetto di tutti”.
Il messaggio del presidente Pera e’ stato reso noto dal presidente di Arcigay Toscana, Alessio De Giorgi che, ha sottolineato come “mai, prima d’ ora, fosse stato inviato da un presidente del senato un messaggio di solidarieta’, cosi’ significativo e partecipato, alla comunita’ omosessuale. De Giorgi sottolinea inoltre che il messaggio del presidente del Senato giunga “da una parte politica che in passato ha raramente compiuto gesti di apertura nei confronti delle iniziative della comunita’ gay e lesbica”.
“Ci colpisce particolarmente – sottolinea Giulio Maria Corbelli, presidente de L’Altro Volto – lo spessore del messaggio, che e’ tutto fuorche’ vago, e la considerazione che ogni inerzia non fa che alimentare l’odio verso le diversita’ e quindi la spirale di violenza. Quasi un invito a tutte le amministrazioni pubbliche a mettere in campo azioni positive per una piena cittadinanza delle persone gay e lesbiche“.

di Simone Michelucci

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