ORMANDO, SANTO GAY

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Si diede fuoco in San Pietro: la commemorazione.

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"Un Santo contro tutti gli integralismi e in difesa dei diritti umani e civili." Il Circolo Arcigay di Viterbo, con una proposta provocatoria, chiede che Alfredo Ormando, quarantenne scrittore omosessuale di San Cataldo (Sicilia) che il 13 gennaio del 1998 si è dato fuoco in piazza San Pietro venga dichiarato santo. Santo, spiegano dal Circolo, "di una nuova religione basata sui Diritti Universali della Donna e dell’Uomo".

La notizia della proposta, che è già rimbalzata su tutti i giornali italiani e sui media gay di tutto il mondo, giunge in occasione del quarto anniversario del tragico gesto di Alfredo; il 13 gennaio è ormai diventato un "Ormando day", giorno in cui tutti coloro che rifiutano la posizione intransigente e emarginante della chiesa cattolica verso l’omosessualità e gli omosessuali, sono chiamati a manifestare il proprio desiderio di giustizia e di libertà. E anche quest’anno, molti esponenti del movimento omosessuale si troveranno in Piazza San Pietro, la mattina del 13 gennaio, alle 15.30, per deporre un fiore e manifestare il proprio dolore.

Quella mattina del 13 gennaio del 1998, Alfredo era arrivato di buon’ora in Piazza San Pietro. «Una donna che pulisce i gabinetti vide Ormando mentre si versava addosso la benzina e poi correva avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza. Gli agenti di polizia subito lo soccorsero e uno di loro tentò anche di spegnere le fiamme usando la propria giacca. Prima di perdere coscienza Alfredo disse: "Non sono neanche stato capace di morire". Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci giorni di atroce agonia». Così Peter Boom racconta il gesto di Alfredo; Peter, insieme ad altre otto persone, dopo un mese da quel 13 gennaio 1998 di recò in piazza San Pietro, per deporre un fiore sul luogo dove il giovane si era dato fuoco. «Arrivò subito la polizia e ci intimò di andar via. Avevano l’ordine del Vaticano di far togliere anche i fiori – racconta Peter Boom – Erano visibilmente dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e uno di loro mi raccontò che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo con la propria giacca era ancora sotto shock e di notte non riusciva a dormire. La più bella pianta la regalai per farla dare a quel poliziotto per ringraziarlo per la sua buona azione».

L’anno dopo, in piazza a commemorare Ormando c’erano decine di persone, tra cui anche il presidente Arcigay Sergio Lo Giudice, il presidente onorario, attuale deputato Ds, Franco Grillini, e l’allora presidente del circolo Mario Mieli, Imma Battaglia. E ci saranno anche quest’anno: «Domenica saremo in Piazza San Pietro – spiega Lo Giudice – perché la denuncia di Alfredo non rimanga senza risposta, e per lanciare un segnale di speranza alle generazioni più giovani. Noi sappiamo che la nostra lotta sarà vincente, perché abbiamo dalla nostra parte le ragioni del diritto e della libertà, quella libertà di essere se stessi che è stata negata ad Alfredo Ormando e per la quale continueremo a batterci".

"Contro l’integralismo che vieta l’uso dei preservativi, che condanna l’omosessualità e che frena la ricerca scientifica, mietendo milioni di vittime con la parola, certamente non di Dio né di Gesù Cristo, commettendo un crimine contro l’umanità – gli fa eco il circolo di Viterbo – contro questo crimine combatteremo con la NON-VIOLENZA, insegnataci lo scorso secolo da Ghandi e Luther King".

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Altre manifestazioni sono state indette in altre città italiane, come a Grosseto per iniziativa del neonato circolo Arcigay locale.

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