Orvieto blocca la mozione sulla “famiglia naturale”, ma a Pordenone…

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Registro delle unioni Civili approvato a Orvieto, ma a Pordenone il prefetto commissaria.

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Orvieto dice no alla mozione in difesa della “famiglia naturale” e approva il registro delle Unioni Civili. In controtendenza con quanto sta accadendo in

Umbria, ma non solo (basti pensare al Veneto, per esempio), il comune ha bocciato la proposta dei partiti del centrodestra. Un testo, in tutto e per tutto uguale a quello approvato qualche tempo fa ad Assisi e poi preso a modello da altri comuni e regioni, “intriso di omofobia, il cui vero obiettivo non è quello di tutelare la famiglia – commenta Arcigay Omphalos -, ma quello di escludere parte della società civile e distinguere tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali”.
Uno stop, quello del consiglio comunale, e un’apertura alle unioni civili che l’associazione accoglie con soddisfazione. “Il passo in avanti del Comune di Orvieto è una notizia che ci fa sperare – commenta Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos – una città che sa riconoscere cittadinanza e valore a tutte le forme di famiglia, e non solo a quella della maggioranza dei sui cittadini, è una città sicuramente più giusta e dove si vive meglio”. “Siamo soddisfatti – aggiunge Emidio Albertini, anch’egli co-presidente dell’associazione – che la Città di Orvieto non sia caduta in questa trappola e abbia saputo portare avanti con decisione l’inclusione sociale e i diritti civili per tutti i suoi cittadini”.

Brutte notizie, invece, dal Friuli, dove il vice prefetto di Pordenone Alessandra Vinciguerra sta inviando al comune un commissario ad acta per annullare la trascrizione del matrimonio di Francesco Furlan e Derek Wright dal sindaco. A renderlo noto è il presidente di Arcigay Friuli Giacomo Deperu, contattato dal sindaco Claudio Pedrotti. Pordenone è il secondo comune friulano in cui il rpefetto interviene per annullare le trascrizioni. Qualche settimana fa, era già successo a Udine .
“Lo Sceriffo Alfano – commenta Deperu – compie un nuovo atto intimidatorio ai danni della comunità LGBT. Ribadendo che i Prefetti non possono agire d’imperio sui registri dell’anagrafe, annunciamo battaglia legale, al fianco di Rete Lenford, per far valere in ogni modo le nostre ragioni”. “Adele e Ingrid di Udine stanno per depositare ricorso al TAR, – prosegue Deperu -. Francesco e Derek a Pordenone ricorreranno in tribunale e anche Luigi e Alessandro si rivolgeranno alla giustizia contro il diniego del Sindaco Ongaro a Cordenons. Tutto il movimento gay sarà al loro fianco e, ne siamo certi, anche tutta la società che ha a cuore la civiltà del nostro Paese!”
“Possono cancellare la pagina di un registro ma non una pagina di storia – hanno commentato Francesco Furlan e Derek Wright -. I nostri amici all’estero stentano a credere quanto sta accadendo in Italia, è imbarazzante dovergli spiegare l’arretratezza della politica italiana.”

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