PACS: I MANIFESTI MISTERIOSI

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Pochi mesi fa i Ds, oggi a congresso, hanno lanciato una campagna di affissioni sulla legge per le unioni di fatto. Ma nessuno l'ha vista sui muri. Eppure...

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PISA – Sembra proprio che i Democratici di Sinistra si siano decisi ad abbracciare con una certa convinzione la causa gay. Mentre oggi a Roma Piero Fassino apre il III congresso del partito, la redazione di Gay.it ha contattato alcuni responsabili regionali per capire quanto sia andata a segno la campagna diessina sul PaCS che prevedeva l’affissione di manifesti informativi sulla proposta di legge sulle unioni di fatto omo e eterosessuali. E il risultato è sorprendente: molti dei responsabili locali hanno assicurato di aver fatto affiggere i manifesti e di aver distribuito il materiale informativo.
E’ strano, perché Andrea Benedino, portavoce di Gayleft, il gruppo di omosessuali dei DS prima noto come CODS, aveva denunciato alcuni mesi fa l’immobilità della campagna. «I manifesti – aveva denunciato Benedino dai microfoni di Radio Radicale – giacciono nelle federazioni provinciali dei Ds di tutta Italia. Dalle informazioni che abbiamo noi attraverso i nostri responsabili regionali nelle principali città del Paese, parlo per esempio di Roma, Milano, Torino, Bologna, Palermo, Catania, giusto per citarne alcune, i manifesti non sono ancora usciti. A Verona poi sono stati affissi soltanto i manifesti riguardanti le coppie eterosessuali e non quelli con coppie omosessuali».

A confermare le perplessità dell’esponente dei gay dei DS anche molti dei lettori di Gay.it che sul forum lamentavano di non trovare i manifesti affissi su nessun muro della loro città. Eppure a Roma, ad esempio, assicurano di aver consegnato i manifesti alle affissioni pubbliche: «abbiamo spedito i manifesti alle sezioni di tutti i grandi centri della Regione – ci assicura Piero Latino, responsabile dell’iniziativa a livello regionale – A Roma abbiamo fatto affiggere i manifesti e abbiamo anche organizzato volantinaggi, banchetti e qualche festa informativa sull’argomento». E l’impegno dei DS della capitale non si ferma qui: «il Congresso regionale del partito ha approvato un ordine del giorno di sostegno alla proposta di legge sul PaCS che sarà presentato in questi giorni al congresso nazionale. Perché anche se i DS hanno già dichiarato il proprio appoggio all’iniziativa, un pronunciamento in sede di Congresso Nazionale ha un peso ben maggiore…».
In effetti oggi Piero Fassino, nella relazione con cui ha aperto il Congresso Nazionale, ha affermato a chiare lettere che i Ds pur rispettando «il principio costituzionale della famiglia fondata sul matrimonio», avanzano precise proposte «per il riconoscimento delle forme di convivenza sia tra persone di sesso diverso sia in coppie omosessuali».

Intanto da Napoli ci informa della situazione il signor Sarnataro, che con cordialità ci spiega in maniera minuziosa di aver spedito con le sue mani i manifesti a tutti i circoli della Campania. «Ma sono 180 – lamenta l’attivista Ds – mica posso telefonare a tutti per sapere se li hanno fatti affiggere. A Napoli centro però mi sono occupato io stesso della consegna alla pubblica affissione; e abbiamo fatto anche dei volantinaggi».
In Lombardia e in Veneto, zone “calde” per questo genere di campagne, non siamo riusciti a parlare con i responsabili. Qualche delusione arriva invece dalle roccaforti dei Democratici di Sinistra: mentre il responsabile della Toscana ha detto di non avere informazioni e ci ha assicurato che qualcuno ci avrebbe richiamato per darcele (cosa che non è avvenuta), da Bologna confessano di non aver mai portato i manifesti alle pubbliche affissioni. «Quando il materiale è arrivato, avevamo il calendario delle affissioni già pieno – spiega Fausto Sacchelli, addetto stampa dei DS dell’Emilia Romagna – Inoltre i manifesti erano di un formato troppo piccolo, sono anni che non utilizziamo più quella dimensione per le affissioni sui muri». Manifesti al macero, dunque? Assolutamente no: «Il materiale è stato inviato a tutte le sezioni, che lo hanno esposto nei loro locali – assicura Sacchelli – So peraltro che la cosa ha fatto sì che si parlasse delle coppie di fatto, anche tra i compagni che giocano a tombola nelle sezioni. E le reazioni sono state tutte positive».
Ci auguriamo di poter condividere l’entusiasmo dell’attivista bolognese per l’accoglienza del popolo Ds alla proposta di legge di tutela delle unioni di fatto. Intanto ci piacerebbe che i nostri lettori ci facessero sapere, scrivendo sul forum o all’email redazione@gay.it, se hanno avuto modo di vedere sui muri delle loro città i manifesti che i responsabili assicurano di aver fatto affiggere: mica per mancanza di fiducia, ma per poter avere un riscontro diretto dell’impegno del principale partito della sinistra alla causa glbt…

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