Padova: la Binetti vigilerà, Rosy Bindi soddisfatta

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In casa Margherita/DL la senatrice Paola Binetti cestina la decisione di Padova sulle famiglie anagrafiche, definendola “impropria”. Invece Rosy Bindi, ministro della famiglia, approva.

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PADOVA – La mozione per l’attuazione della legge n. 1228 del 24 dicembre 1954 in tema ordinamento delle anagrafi della popolazione residente votata a larga maggioranza dal consiglio comunale di Padova continua ad agitare le acque della politica. Il Vaticano esprime il proprio biasimo tramite il proprio quotidiano e prontissimamente allineata con le posizioni della gerarchia ecclesiastica c’è, naturalmente, la senatrice Paola Binetti che commenta l’iniziativa del consiglio comunale padovano dicendo che «Brucia i tempi, è una scelta impropria. Finché non ci sarà una legge-quadro e una riflessione che abbia coinvolto l´intero Parlamento tutte queste uscite sono delle fughe in avanti. Al contrario, l´equilibrio raggiunto nel programma dell’Unione è una sintesi di grande raffinatezza che da un lato dice di “no” alle unioni di fatto e dall’altro si propone di riconoscere i diritti individuali dei conviventi». La senatrice numeraria dell’Opus Dei promette: «Vigileremo perché le coppie di fatto non siano riconosciute con escamotage di natura amministrativa. Ad esempio, c´è un emendamento sulle successioni in Finanziaria che omologa le coppie di fatto nella trasmissione dell’asse ereditario. Non ci piace. Noi custodiremo i valori della famiglia.»
La ministro della Famiglia Rosy Bindi invece approva la mozione sulle coppie di fatto di Padova: «La mozione infatti – dice Bindi – non equipara la famiglia alle convivenze, non prevede l’istituzione di un registro delle coppie di fatto, non è un via libera ai Pacs ne’ ai matrimoni omosessuali. Più semplicemente conferma la definizione di famiglia anagrafica, prevista nel nostro ordinamento. Definizione che serve all’Istat nelle sue indagini sulla popolazione residente e alle amministrazioni pubbliche e locali per regolare l’accesso ai servizi sociali sulla base dell’Isee.» Per Bindi «il dibattito di queste ore dimostra, semmai che il Parlamento dovrà lavorare ad una legge che eviti fughe in avanti e ambiguità interpretative. Una legge meditata, rispettosa della Costituzione e del pluralismo di questo paese, per la quale servono pazienza, equilibrio e il coinvolgimento della maggioranza e dell’opposizione.» (RT)

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