Padova: la diocesi sul Pride 2002

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La comunità religiosa della città dl Santo invitata ad "accogliere, rispettare, capire", pur esprimendo rammarico per la vicinanza della data del "Padovapride" con la festa di sant'Antonio.

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PADOVA – Il compito dei pastori è "accogliere, rispettare, capire", ma anche "annunciare l’amore di Dio e la proposta di vivere la vita cristiana con serietà e impegno" parlando loro anche "di rispetto, sacrificio, castità". Lo afferma una nota congiunta del Coordinamento pastorale cittadino di Padova e dei frati della basilica del Santo redatta in vista del "Padovapride", la "manifestazione dell’orgoglio gay" in programma in città il prossimo 8 giugno.

Il documento, che apparirà sul numero in uscita domani del settimanale diocesano "La difesa del popolo", esprime rammarico per la vicinanza della data del "Padovapride" con la festa di sant’Antonio, che si celebrerà il 13 giugno, e denuncia il rischio che "una diversità sessuale gridata ed esibita", come già avvenuto, "in forme volutamente provocatorie e insultanti contro la Chiesa e i cittadini cattolici" possa "generare una forte opposizione ideologica". Tanto più quando vengono rivendicati "presunti diritti al ‘matrimonio‘ o all’adozione".

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