PADOVA PRIDE CON POLEMICHE

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All'ultimo minuto il Comune nega la sala per le conferenze, mentre Forza Nuova tappezza la città con manifesti pieni di insulti omofobi. Ma Zan rilancia: ci costituiremo parte...

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PADOVA – 31 maggio 2002, è il giorno della conferenza stampa organizzata da PadovaPride per presentare le attività previste per gli ultimi giorni prima della grande sfilata dell’8 giugno. L’arrivo trafelato di Alessandro Zan, portavoce del Pride di Padova, alla Sala Gruppi di Palazzo Moroni, presagisce notizie poco rassicuranti. Zan esordisce alla conferenza stampa con un breve preambolo sulle nuove dal fronte: "Denuncio, innanzitutto, il tentativo di ostacolare la manifestazione perpetrato dall’Amministrazione Comunale, in quanto, da una delibera del Consiglio Comunale dello scorso lunedì 27, si evinceva che il Sindaco Giustina Destro non avrebbe concesso l’uso della Sala Anziani per le conferenze nell’ambito del Pride, previste per il 5, 6, 7 giugno" – prosegue Zan – "Questo tentativo di sabotaggio veniva velato dalla pseudo ristrutturazione della sala in questione. Quando si sa benissimo che la Sala Anziani è di recente ristrutturazione, inoltre, nella sala saranno terminati i lavori proprio in concomitanza della fine della manifestazione, dato che è in concessione per una conferenza prevista per il 10 giugno."

"L’organizzazione del Padova Pride ha intenzione di svolgere le conferenze, comunque, ma in segno di protesta verranno allestite nella piazza attigua al Comune. C’è da notare che la conferenza prevista per venerdì 7 è patrocinata dal Senato!"

In sala è presente, come unico esponente del Consiglio Comunale, Dario Marini: "Sono fermamente convinto che tale comportamento è la prova della malafede e della codardia del Sindaco. Solleverò una mozione durante il Consiglio nella seduta del prossimo 10 giugno. Dato che per motivi, che non si hanno da sapere, il Consiglio ha deciso di saltare la consueta riunione settimanale proprio lunedì 3. Tutto ciò porta a pensare che il Sindaco non ha avuto coraggio di manifestare il proprio pensiero sul fatto e maschera le proprie idee sino a non concedere la Sala Anziani per motivi futili. Anche se il Sindaco, nell’unica dichiarazione, sul Pride, elargita durante un Consiglio Comunale, s’impegnava a mettere la buona volontà e propositi per la manifestazione."

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