Padova Pride: polemiche sulla data

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Alcuni esponenti politici e religiosi della città del santo polemizzano con la scelta del luogo e della data per la prossima manifestazione nazionale dell'orgoglio omosessuale.

Alessandro Zan, presidente del Circolo Tralaltro di Padova, uno dei circoli che aderiscono al coordinamento per il Padova Pride 2002, denuncia la posizione assunta sull’organizzazione della manifestazione nazionale del prossimo anno da alcuni esponenti della città. Maurizio Saia deputato di AN e assessore comunale, le cui dichiarazioni sono state raccolte da alcuni gionrlai locali, non nasconde tutta la sua avversione a questa manifestazione: «Mi sembra una provocazione – afferma sul Mattino di Padova – Una provocazione per la scelta della data, il sabato del Santo. Sappiamo tutti, l’abbiamo visto in tv, cosa vuol dire una manifestazione del Gay Pride. Padova si troverebbe nella condizione di subire, nei giorni dedicati al Santo, un’imposizione. Nessuno ci ha chiesto niente e lo trovo di cattivo gusto. Se vuoi fare una manifestazione così imponente in una città, dovresti avere almeno il buon senso di chiedere alla città in questione cosa ne pensa. E invece a questa amministrazione comunale non risulta ancora nulla di ufficiale. Ci sono una serie di permessi da chiedere, alcuni riguardano anche il Comune e quindi sono sorpreso che sia annunciata una manifestazione di questa portata adesso. D’altronde, le autorizzazioni potrebbero anche non essere date».

Anche dagli ambienti ecclesiastici della città del santo arrivano opposizioni: Don Livio Destro, delegato diocesano della pastorale sociale non riesce a comprendere il concetto di "orgoglio" omosessuale; per il prelato «l’importante è che il movimento omossessuale superi la dimensione dell’orgoglio e che si convinca, che l’uomo e la donna insieme si completano, sono sintesi di umanità». A proposito della data, Don Livio dice che «la scelta dell’8 giugno poteva essere più felice, non credo sia giusto imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica padovana con un messaggio così "diverso" in un momento così importante per la comunità cattolica». A questo proposito, Zan ricorda che la festa del santo cade il giorno 13 giungo, e non 8. Definisce pertanto queste affermazioni come «il solito barbaro atteggiamento di chi ritiene inopportuno il Pride in qualsiasi data».

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