PADOVA SPARA SUL PRIDE

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An vuol togliere i gay dalle piazze. Per legge.

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PADOVA – "Portiamo un Pride Nazionale in provincia per contrastare il provincialismo!". Alessandro Zan, padovano, 28 anni, presidente dell’Arcigay di Padova e portavoce del coordinamento del Pride Nordest in quello che fa ci crede. E molto. Ma mentre a Riccione, al congresso Arcigay, si dava da fare per "portare la visibilità gay in provincia" dopo i pride metropolitani di Roma e Milano, la provincia gli preparava pugnalate mortali. A Padova infatti Alleanza nazionale ha presentato una proposta di legge per regolamentare e limitare le manifestazioni gay. E minaccia di raccogliere firme a sostegno di una petizione popolare rivolta al parlamento per "predisporre strumenti legislativi utili a regolamentare le manifestazioni organizzate dalle associazioni omosessuali". Lo dice Gabriele Zanon, capogruppo di Alleanza Nazionale, in occasione di una conferenza stampa contro il Gay Pride di Padova 2002, tenutasi a Palazzo Moroni, sede dell’amministrazione comunale. E Arcigay Padova invita tutti i cittadini italiani, le organizzazioni democratiche e civili a prendere una netta posizione contro questo attacco ai principi di libertà. Con un fax di protesta da inviare al Gabinetto del Sindaco di Padova, fax 049-8205225.

Nel suo intervento a Riccione, Alessandro Zan ha raccontato le controversie dell’organizzazione del Pride dell’8 giugno e le meschinerie dell’attuale maggioranza di centrodestra del Comune, capitanata dalla sindaco di Forza Italia Giustina Mistrello Destro, e ha chiesto un voto per ufficializzare il carattere nazionale della manifestazione. Lanciando una proposta originale: "Con il Padova Pride 2002 deve partire un progetto di Pride Nazionale itinerante che vada a portare i Gay Pride nella provincia, dove la situazione di molti gay, lesbiche e transessuali è ancora più difficile, dove la visibilità che esiste nelle grandi città è un sogno e dove la maggior parte degli omosessuali è costretta a vivere nel più totale anonimato e nel più totale isolamento. Il sogno – dice Zan a Gay.it – sarebbe portare il pride in una città come Chieti dove il sindaco Cucullo ha infamato la dignità delle persone omosessuali ‘buone per la vasellina’ o ancora in una città come Treviso dove il sindaco della lega, Gentilini, imperversa con i suoi modi da sceriffo". Ma sarà una battaglia durissima. Il Comune di Padova ha negato, il 31 gennaio con una vergognosa telefonata all’Arcigay di Padova, il patrocinio alla manifestazione Padova Pride 2002, dopo che per giorni l’associazione aveva caldeggiato un ulteriore incontro con il sindaco per discutere, in cambio del patrocinio, uno slittamento del Pride oltre i 13 giorni di commemorazione di Sant’Antonio patrono della città. Niente da fare la porta si è sprangata, e ha fatto molto rumore.

di Giacomo Leso

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