Palermo, il Comune destina 10 mila euro al Pride: è polemica

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Il consiglio comunale approva lo stanziamento di 10 mila euro per finanziare il Pride Nazionale che si terrà nel 2013 nel capoluogo siciliano, ma Giovane Italia non ci...

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Il Comune di Palermo ha mantenuto fede alla promessa fatta dal sindaco e della giunta lo scorso giugno alla fine del Pride siciliano. Il consiglio comunale, infatti, ha stanziato 10.000 euro in sostegno del Pride nazionale che nel 2013 si svolgerà proprio nel capoluogo siciliano.

La decisione, però, non ha mancato di suscitare le solite polemiche alimentate dalle solite arre politiche. Ad alzare la voce, prima fra tutti, la componente giovanile del Popolo della Libertà, la Giovane Italia che minaccia di far conoscere alla città, uno per uno, i nomi dei consiglieri che hanno votato a favore del finanziamento.

Le ragioni della sollevazione dei giovani berlusconiani? La fuorviante contrapposizione tra "le famiglie in difficoltà" e  "una sfilata gay che non trova il favore di tutta la cittadinanza".

Portavoce della protesta contro il Pride e l’appoggio del comune  è Davide Gentile, presidente provinciale di Giovane Italia e capogruppo del Pdl all’ottava circoscrizione.

«È una scelta vergognosa – sostiene – quella del Consiglio comunale di regalare ben 10 mila euro al Gay Pride, una vera e propria manifestazione politica in quanto volta all’approvazione di nuove leggi regionali e nazionali. Nessun’altra iniziativa simile in città viene finanziata, non capiamo perché questa disparità. Questo finanziamento, in un periodo nel quale le casse del Comune sono quasi vuote, è un offesa all’intera città dove non si trovano i soldi per le più elementari manutenzioni, le iniziative culturali e la promozione del turismo».

I 10.000 euro stanziati per il Pride dal consiglio comunale, però, non solo tengono fede alle promesse fatte dalla giunta Orlando in merito, ma appaiono come una conseguenza dell’adesione del capoluogo siciliano alla rete Re.a.dy (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere) avvenuta proprio oggi e che  dimostra la volontà dell’amministrazione di "di voler dar corso all’impegno preso sin dalla campagna elettorale di attuare, nel territorio comunale, politiche finalizzate al superamento della situazione di discriminazione in cui versano le minoranze lgbt", come ha dichiarato Carlo Verri, consulente per le politiche LGBT del Comune.

Ma si spinge oltre, Giovane Italia, chiedendo alle associazioni che organizzano il Pride di rifiutare il controbuto. ”Ci appelliamo agli organizzatori del Gay Pride – dichiara provocatoriamente Gentile – affinché rifiutino la somma prevista". "Sarebbe un gesto nobile nei confronti delle migliaia di palermitani che in questo momento di crisi soffrono – aggiunge -. I servizi offerti dal Comune ad anziani e disabili sono sempre più a rischio e destinare fondi per una manifestazione politica è irrazionale. Come gli altri anni il Gay Pride potrebbe svolgersi anche senza contributo del comune così come avviene per tante altre iniziative in città”

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