Palermo: inizio d’anno con omelia omofoba del Cardinale

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Nella tradizionale messa di inizio anno al Comune, il Cardinale Romeo ha chiesto di salvaguardare "il valore dell'unione tra uomo e donna". Palermo ha appena approvato il registro...

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Durante la tradizionale messa di inizio anno al Comune di Palermo, il Cardinale Romeo ha commentato nell’omelia la recente approvazione da parte del Consiglio comunale della mozione a favore delle unioni di fatto. "A proposito della famiglia – ha commentato Romeo -, lasciate che, come padre e pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all’interno di questo Palazzo di città, un accorato appello perché tutte le istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna: è all’interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in cui l’uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell’uomo stesso".

Immediata la reazione delle associazioni lgbt palermitane, Arcigay in testa, che ha subito diffuso un comunicato in risposta alle parole del Cardinale che già in occasione della Giornata contro l’Omofobia aveva vietato l’uso dei locali di una parrocchia palermitana per una veglia in memoria delle vittime di omofobia. "Rispettiamo tutte le opinioni, e difenderemo sempre il diritto di tutti di esprimere la propria – si legge in una nota firmata dall’associazione -, anche quelle di chi discrimina. Ma la Palermo che sogniamo è ‘più bella, più accogliente, più onesta, più laboriosa’, come ha detto il cardinale, e quindi attenta ai bisogni di tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto che siano sposati o meno, che siano o meno eterosessuali. Una Città in cui sia assente ‘qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale’, come recita l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea".

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