PANNELLA: «IL SINDACO DI PARIGI E’ UN FROCIO»

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La elezioni di Delanoë a sindaco salutata con una grande festa a Parigi; in Italia i commenti provenienti dalla sinistra e dai gay sono sconfortati: «qui da noi...

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Gli elettori a Parigi hanno eletto domenica il primo sindaco dichiaratamente gay di una capitale. Bertrand Delanoë, rappresentante di una coalizione di centro-sinistra di socialisti e verdi, sarà anche il primo uomo di sinistra governare la capitale degli ultimi 130 anni.

Il ballottaggio di domenica ha seguito un primo round elettorale, di una settimana prima, in cui il partito socialista di Delanoë ha preso il 31 percento dei voti in tutta la città.

Per assicurarsi la vittoria al secondo turno sul candidato della destra, Philippe Seguin, ex-capo del partito neo-Gaullista conservatore del Presidente Jacques Chirac, Delanoë ha unito la sua lista con quella del partito dei Verdi, formando una coalizione che domenica 18 ha conquistato 12 dei 20 distretti municipali di Parigi, gli arrondissements. In quella che si è rivelata essere una mossa fatale, Seguin ha rifiutato una offerta simile di allearsi con un altro candidato conservatore, il sindaco uscente, recentemente coinvolto in scandali, Jean Tiberi, dividendo così l’elettorato di centro-destra.

La vittoria i Delanoë segna un momento storico per gay e lesbiche in Francia, e quindi, in tutta Europa. Delanoë, fino a poco tempo fa, un semi-sconosciuto senatore socialista, si è pubblicamente dichiarato nel 1998 durante un’intervista allo show televisivo "Zone Interdite".

«Sì, sono omosessuale – ha detto – Forse sto sotto-stimando le conseguenze della discussione che stiamo facendo oggi, ma ho 48 anni…

Devo vivere con le mie convinzioni… e la carriera non è mai stata la cosa più importante per me»

Delanoë è stato un personaggio politico di rilievo per circa due decenni prima di ammettere di essere gay. Riguardo al suo silenzio, ha detto: «Non mi piace l’ipocrisia, ma mi piace molto il pudore».

«Non ci può essere nessuna questione su qualcuno che venga eletto – o che scelga come votare – su queste basi – ha detto al tempo del suo coming-out – preferirei davvero che i cittadini fossero indifferenti».

Al tempo dell’intervista, Delanoë era solo il secondo politico in Francia apertamente gay, dopo Andre Labarrere, il popolare sindaco della cittadina sud-occidentale di Pau.

In Italia i commenti si sono avuti soprattutto da parte dei gay e delle sinistre. Sergio Lo Giudice, presidente Arcigay, ha dichiarato che l’elezione di Delanoë rappresenta «il crollo di un mito negativo: quello per cui dichiarare la propri omosessualità rappresenterebbe un ostacolo all’acquisizione di rispetto, ammirazione, consenso».

«Temiamo che in Italia una candidatura simile avrebbe incontrato molti ostacoli, dato che anche la coalizione di centrosinistra continua a mostrare paura della visibilità dei gay – ha aggiunto Lo Giudice – ne sono prova le resistenze anacronistiche di fronte all’ ipotesi di portare in Parlamento un rappresentante visibile del movimento gay italiano»

Secondo Aurelio Mancuso, dei gay DS, « anche in Italia è giunta l’ora di una visibile rappresentanza parlamentare omosessuale», riferendosi, anche lui, alla controversa vicenda che avvolge la probabile candidatura di Franco Grillini nelle liste dei DS.

Alessio De Giorgi, responsabile esteri dell’Arcigay e webmaster di Gay.it, parla di "valore simbolico" della vittoria di Delanoe, una manifestazione di «maturità dell’opinione pubblica che si riconosce ormai anche in un sindaco gay e nella sue battaglie civili».

I commenti più coloriti si sono avuti da Marco Pannella, che nel corso di una trasmissione su Radio Radicale, ha confrontato le elezioni francesi con la situazione italiana: «le elezioni francesi hanno testimoniato in maniera lampante non il pudore, ma la ‘pudibonderia’ degli italiani e della stampa italiana». Pannella ha sottolineato che «per la prima volta dopo cento anni, la sinistra ha il sindaco di Parigi, della grande Parigi. Beh, il sindaco di Parigi è un frocio»

«Non è che si sospetti che lo sia: è una persona che, come noi radicali, non ha mai avuto ‘l’orgoglio omosessuale’. E allora cos’è, Sodoma? Gomorra?, in attesa dei liberatori Bossi e Buttiglione?».

«Non so – ha precisato Pannella – se il sindaco di Parigi sia a favore delle famiglie omosessuali, cosa sulla quale io stesso sono andato molto soft, perché il problema, per me, non è mai stato quello di siglare con il sacro vincolo le unioni con il prete, con il matrimonio religioso. E dico questo – ha proseguito – consapevole di una diversità profonda sul modo di intendere la propria vita».

«Però sono sicuro – ha aggiunto – che questo sindaco, che non è come certi politici italiani importantissimi che hanno sopravvissuto alla vergogna tacita del loro essere omosessuali, non si vergognerà affatto di praticare una politica senza discriminazioni, per la casa o per tutto il resto».

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