Papa: Andreotti, il Gay Pride gli provocò dolore

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In un'intervista al 'Quotidiano nazionale' il senatore a vita, Giulio Andreotti, parla della "scellerata decisione di tenere a Roma, nell'anno del Giubileo, il 'Gay pride'".

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ROMA – “Tra i miei ricordi personali c’è quello dell’enorme dolore provocato al Papa dalla scellerata decisione di tenere a Roma, nell’anno del Giubileo, il ‘Gay pride’”. Lo afferma, in un’intervista al ‘Quotidiano nazionale’ il senatore a vita, Giulio Andreotti.
Andreotti preferisce non rispondere alla domanda se l’atto di accusa è rivolto a Rutelli, all’epoca sindaco della capitale: “Dico solo che per il Papa, che con i giovani aveva un rapporto speciale, trovarsi di fronte all’esaltazione dell’omosessualità fu un grande dolore”. Quanto alle preferenze politiche del cardinal Camillo Ruini, presidente della Cei, Andreotti afferma che non ha “preferenze politiche” ma “si lascia infuenzare dai fatti”.
Ad esempio, dice l’ex presidente del Consiglio, “è chiaro che ha apprezzato l’esplicito richiamo ai valori cristiani formalizzato dallo Statuto della regione Lazio, così come è chiaro che gli interventi a favore degli oratori abbiano fatto piacere alla Cei. E non solo alla Cei”.

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