PARIGI APRE ALLE NOZZE GAY

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Sbarca in Europa il movimento dei sindaci disobbedienti che accettano di rilaciare licenze matrimoniali alle coppie omosessuali. La Francia si organizza per sfondare il muro della totale uguaglianza.

PARIGI – Ieri pomeriggio si è tenuto nel municipio del II arrondissement di Parigi, una conferenza stampa presieduta da Françoise Gaspard, in cui alcuni consiglieri si sono dichiarati favorevoli alla celebrazione di matrimoni civili di coppie omosessuali. Lo riferisce l’edizione online della rivista gay francese Tetu, che segnala che Jacques Boutault, sindaco del II arrondissement di Parigi, Clémentine Autain e Christophe Girard (aiutanti del sindaco di Parigi), oltre a Noël Mamère (sindaco di Bègles), Patrick Braouzec (sindaco di Saint-Denis) e Stéphane Gatignon (sindaco di Sevran) hanno fatto sapere di essersi impegnati a rispondere favorevolmente alle domande di matrimonio formulate da coppie dello stesso sesso che verranno loro indirizzate.
«Nel momento in cui avrò la richiesta da parte di una coppia, chiederò l’autorizzazione alla delega per condurre la celebrazione» ha dichiarato Christophe Girard. L’iniziativa si inscrive nel quadro del Manifesto per l’uguaglianza dei diritti, lanciato da Didier Eribon e Daniel Borrillo, pubblicato lo scorso 16 marzo su Le Monde, che ha raccolto più di 1500 firme individuali e oltre 200 da parte delle associazioni. Il testo chiede il riconoscimento legale delle coppie omosessuali che passa principalmente dalla «ugugaglianza dei diritti degli omosessuali, soprattutto il diritto al matrimonio e all’adozione».
Un gruppo di avvocati, composto tra altri da Caroline Mecary, Emmanuel Pierrat e Yann Pedler, interverrà a sostegno giuridico dei sindaci e dei consiglieri che si vedranno bloccare dalla procura le loro domande di matrimonio. «La differenza dei sessi deve smettere d’essere la condizione sine qua non del diritto al matrimonio» ha spiegato il giurista Daniel Borrillo. In effetti, se l’articolo 144 del codice civile dispone sull’età del consenso per potersi sposare, «esso prevede essenzialmente la libera scelta dei contraenti», sottolinea Caroline Mécary. Il Codice Civile non considera «il matrimonio come una unione tra un uomo e una donna. La differenza dei sessi e la procreazione non sono elementi essenziali». Nulla perciò dovrebbe opporsi alla celebrazione di matrimoni civili.
Tuttavia, è facilmente prevedibile che la procura interverrà presso gli agenti dello stato civile per impedire loro la pubblicazione dei bandi, se coppie di gay o di lesbiche chiederanno di essere sposate. Daniel Borrillo ha ricordato che questa strategia rientra in uno sforzo politico universalista: «Il Pacs sarà un vero progresso sociale nel momento in cui le coppie omosessuali avranno la scelta sulla loro unione, tra il Pacs, la convivenza e il matrimonio, come gli eterosessuali». Tuttavia, secondo la conclusione di Didier Eribon, «ci attende una lunga battaglia ma siamo determinati a condurla».

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