Parigi: la cassazione dice sì all’adozione dei figli nati all’estero

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Fecondazione assistita all'estero: per l'alta corte il partner gay può adottare

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La Francia compie un altro passo in direzione dei diritti delle coppie omosessuali. Secondo la Corte di Cassazione francese, infatti, in una coppia di donne, la partner potrà adottare il figlio della compagna nato con il ricorso ad una tecnica di procreazione assistita all’estero. Per la corte d’Oltralpe, infatti, il fatto che il bimbo sia nato all’estero tramite pratiche ancora teoricamente vietate in Francia per gli omosessuali, “non può rappresentare un ostacolo” per l’adozione. E non rappresenta una “frode alla legge”. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, in Francia “sotto certe condizioni questa pratica medica è autorizzata. Il fatto che la donna vi faccia ricorso all’estero non viola i principi della legge francese”, precisano i giudici. Ricordando che “l’adozione può essere pronunciata solo sotto certe condizioni e nell’interesse del bambino”. A chiedere che sulla questione si esprimesse la Cassazione erano stati i tribunali di Avignone e di Poitiers in seguito ad alcuni giudizi contraddittori.

Un intervento chiesto per regolamentare una situazione di “instabilità giuridica” che si è creata dopo il voto della legge sul matrimonio per tutti, avvenuto nel maggio 2013, che ha autorizzato le nozze tra persone dello stesso sesso ed esteso alle coppie omosessuali anche il diritto ad adottare i bambini.

Ma è proprio sul matrimonio egualitario che continuano le polemiche. A inserirsi nella discussione è nientemeno che l’ex premier Nicolas Sarkozy che al TG delle 20 di France 2 ha dichiarato che “il governo umilia le famiglie e le persone che amano la famiglia con l’introduzione di una legislazione che consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Un attacco, in realtà, mirato solo ad indebolire la già traballante posizione di Hollande, dovuta al difficile periodo economico che anche la Francia sta attraversando. Tant’è che quando il giornalista gli ha chiesto se, in caso di elezione, cambierebbe la legge, Sarkozy ha risposto che non sarebbe una priorità data la gravità del momento storico e la grave situazione di mancanza di lavoro che il paese sta vivendo. Una posizione, per altro, non condivisa dalla moglie Carla Bruni, che già in passato si era detta favorevole sia al matrimonio egualitario che alle adozioni.

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