Parla Mister Gay: “Adesso aiuterò i genitori gay”

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Alessio Cuvello spiega come è cambiata la sua vita dopo la vittoria a Mister Gay Italia e spiega: "Capisco che qualcuno sia perplesso per la mia storia ma...

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Come prosegue la vita del dopo elezione?

Normalmente come sempre. Continuo a fare il personal trainer che è il mio lavoro. L’unica novità per il momento è che collaborerò con un’associazione di genitori gay. Mi hanno chiesto aiuto ed è  importante sostenerli con la visibilità che può dare la fascia di Mister Gay Italia.

Prima volta a contatto con un’associazione gay?

Sì, non sono mai andato nemmeno ad un gay pride prima d’ora.

Perché?

Ho 24 anni e sono stato sposato per quattro, non ho mai approfondito cosa significasse per la comunità gay quella manifestazione. Recupererò adesso che vivo in una grande città come Milano e che vivo la mia vita con un ragazzo.

La tua storia ha sollevato sia dubbi che perplessità

Lo capisco perfettamente ma le cose per me sono state molto semplici. Ho fatto coming out in famiglia a 14 anni e mi hanno cacciato di casa. Vivendo da "randagio" ho maturato prima dei miei coetanei quanto fosse importante farsi una famiglia e avere un figlio. Nella palestra dove lavoravo ho conosciuto una ragazza; era chiaro da subito che avevamo orientamenti sessuali diversi ma non ci siamo spaventati. Abbiamo deciso di sposarci e avere un bambino. Ed è nato Mattia

Però avete divorziato

Tra di noi c’è intesa e complicità, quel che serve ad una coppia per far crescere un figlio in un ambiente sano. Al lato sessuale però non si può rinunciare. Al contrario di quel che canta qualcuno, se Luca è gay lo rimarrà tutta la vita. E una vita piena è fatta anche del lato sessuale.

Oggi vivi con un ragazzo. Se in futuro volesse adottare tuo figlio?

Ne abbiamo già parlato. Una volta affrontata la burocrazia non ci sarebbe nessun problema né per me né per la mia ex moglie. Se in grado di capire, poi, spetterebbe eventualmente a lui scegliere con chi vivere.

Gli hai parlato del concorso?

No, ha soltanto tre anni. Invece abbiamo parlato del fatto che io sto con un ragazzo e che lui è un bambino come tutti gli altri suoi compagni di scuola.

Ti sei pentito di qualcosa?

Rifarei tutto, soprattuto Mattia.

di Daniele Nardini

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