Parlamento Europeo approva le unioni gay

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Una risoluzione del Parlamento Europeo sui diritti umani invita i paesi membri a riconoscere pari dignità alle coppie di fatto, omo e etero, rispetto ai matrimoni.

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E’ stata approvata con 246 voti favorevoli, 147 contrari e 50 astenuti una risoluzione del Parlamento Europeo che contiene l’invito a tutti i paesi membri dell’unione di «modificare le loro legislazioni al fine di riconoscere le relazioni non matrimoniali tra persone dello stesso sesso o di sesso opposto e di attribuire loro pari diritti». La raccomandazione è contenuta in una risoluzione generale sui diritti umani, che include anche, grazie a alcuni emendamenti approvati, l’invito rivolto al governo italiano di eliminare il divieto di rientro in patria dei Savoia. Tuttavia, i deputati di Ppe, Forza Italia e An che avevano sostenuto l’abolizione del divieto di rimpatrio, hanno votato contro l’intera risoluzione per non appoggiare il riconoscimento delle unioni di fatto tra coppie dello stesso sesso. A far passare la risoluzione sono stati i voti di socialisti, verdi e liberali.
E’ stato invece respinto l’articolo, repsentato dai Verdi, che chiedeva il riconoscimento giuridico dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.
“Partiti che in Italia si dicono liberali, come Forza Italia, o progressisti, come il PPI ­ ha dichiarato il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice – hanno votato contro la Risoluzione sui diritti umani nell’UE e quindi contro il rientro dei Savoia in Italia, solo perché conteneva il richiamo ai pari diritti alle coppie gay e lesbiche, mostrando così il loro volto più illiberale e conservatore Si formi anche in Italia, sul modello europeo, uno schieramento trasversale fra le sinistre e i liberali autentici di Forza Italia e della Margherita che diventi maggioranza sul tema dei diritti civili e dell’uguaglianza giuridica fra i cittadini. Una simile maggioranza ha prodotto trent’anni fa la legge sul divorzio: la legge sulle unioni gay e lesbiche ne è l’ideale prosecuzione. Oggi come allora occorre un patto fra i liberali per modernizzare la legislazione italiana sui temi etici”.

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