Parola d’ordine: visibilità

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Il Centro di Iniziativa Gay di Milano si trasferisce. Abbiamo sentito il presidente, Massimiliano Colombi, che ci racconta la storia del circolo.

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Massimiliano, originario di Genova, arriva a Milano nel ’90 per studiare in Cattolica. E ne esce con il forte desiderio di impegnarsi per i diritti dei gay. Così nel ’97 comincia a lavorare nel gruppo cultura di un circolo Arcigay, e siccome c’era una situazione relativamente facile, in cui c’era molto da fare, bastava solo darsi da fare, in poco tempo entra nel direttivo.

Stiamo parlando dell’ ora ventinovenne Massimiliano Colombi, e il circolo in questione, di cui ora Massimiliano è presidente, e il Centro Iniziativa Gay Arcigay di Milano. Proprio quel CIG che è stato di recente citato nella cronaca nazionale per il brusco taglio di finanziamenti che la Lega ha voluto operare su una delle iniziative più visibili in cui il circolo è coinvolto, il Festival del Cinema Gay e Lesbico di Milano.

Ma questo non ha fermato le attività; anzi, è in corso un trasferimento in una sede che potrà offrire spazio per tutte le numerose attività che il CIG ospita.

Massimiliano ci racconta così, tra uno scatolone e l’altro, la storia del circolo:

Il CIG nasce nel 1984, tra i fondatori vede Mario Anelli, attuale direttore di Babilonia. Quindi nasce prima dell’Arcigay nazionale, anzi credo che sia il circolo ancora in attività più vecchio. Aderisce all’Arcigay intorno al’90, e da quel momento segue le linee di attività dell’associazione nazionale. Sin dall’inizio, c’è stata subito la necessità di occuparsi delle tematiche collegate all’Aids, tanto è vero che l’ASA è nata da noi, per poi prendere la sua strada.

Le relazioni con le istituzioni come sono state?

In genere, non ci sono mai stati scontri, fino a quest’anno. Cioè stanno cominciando adesso (si riferisce ai problemi con la Lega legati al Festival di Cinema Gay e Lesbico di cui il circolo è tra gli organizzatori). Ma in genere ci sono stati buoni rapporti, tanto è vero che la vecchia e la nuova sede sono di proprietà del Comune. Poi, magari, da un lato la sede viene concessa, dall’altro vengono dimezzati i finanziamenti, non solo per il cinema ma anche per le attività continuative che il Comune finanziava. I finanziamenti sono stati ridotti a un terzo nel giro di tre anni. Però, dall’altro lato, abbiamo una convenzione per la riduzione del danno nella diffusione dell’HIV nella popolazione omosessuale; abbiamo dei finanziamenti per una unità mobile, un furgone col quale andiamo in giro nelle zone di battuage, nei locali, con distribuzioni di preservativi e informazione.

Che gruppi ospitate all’interno del circolo?

Alcune associazioni hanno la loro sede nazionale presso il nostro circolo, come l’AGEDO e l’Arcitrans. Poi i gruppi sportivi sono una realtà abbastanza consistente: il gruppo Pesce, che ora è autonomo, l’Atomo, che è il gruppo dei tennisti, c’è un gruppo di pallavolo e uno di sci, e altri se ne aggiungono. Il cambio di sede è stato reso necessario dalla crescita del circolo. La vecchia sede presentava una carenza di spazi, per cui era impossibile che due gruppi o due attività si svolgessero contemporaneamente. E un problema notevole era dato dalla biblioteca, che non poteva più essere contenuta nella vecchia sede.

Che biblioteca è?

Da diversi anni stiamo raccogliendo materiale e ora abbiamo un patrimonio sui 5000 libri, con un fondo particolarmente ampio che raccoglie le pubblicazioni anteriori al ’71. Ha una ampia sezione che si occupa di Aids, con un settore dedicato alla realtà della Lombardia. Ma ha anche altre tematiche, sempre riguardanti l’omosessualità; ci sono romanzi, saggi…

Che accessibilità c’è da parte del pubblico?

Nella vecchia sede di via Torricelli l’accessibilità era ridotta perché tutto quel materiale era difficile da collocare, oltre al fatto che la nostra è una associazione di volontariato, e la disponibilità è quella che è. Adesso con la nuova sistemazione, l’accessibilità sarà la più ampia possibile. Si sta sistemando lo schedario, e tutto quello che serve per la consultazione, e poi sarà sufficiente iscriversi e chiunque lo voglia potrà accedere al materiale.

La nuova sede in via Bezzecca 3, è molto bella, è visibile dalla strada, ha vetrine che permettono a chi passa fuori di vedere cosa c’è dentro. Una delle esigenze che avevamo era proprio di avere il massimo di visibilità. Forse non è centralissima, ma essendo vicina a piazza Cinque Giornate, per chi conosce Milano un minimo è facile orientarsi.

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