Parte da Porta Saragozza il Pride ’12 dedicato alle famiglie

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La prima sede storica del movimento lgbt bolognese vedrà la partenza del Pride nazionale che arriverà a Piazza Maggiore. Un Pride dedicato alle famiglie, nonostante le polemiche.

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Partirà alle 15 da Porta Saragozza il Bolgna Pride 2012, da quella che, 30 anni fa, fu la prima sede storica del movimento lgbt bolognese, mentre l’arrivo è previsto per le 21 a Piazza Maggiore, per la prima volta.

L’annuncio è stato dato questa mattina durante la conferenza stampa che, di fatto, dà il via alle attività che precedono la parata nazionale prevista per il 9 giugno prossimo e per la quale si attende l’arrivo di 200 mila persone. Il Pride nazionale, dunque, torna a Bologna dopo tre anni complice, anche, la lunga polemica che ha vissuto la comunità lgbt bolognese a proposito dell’ingresso nella Consulta Comunale della Famiglia delle associazioni che rappresentano le famiglie composte da coppie gay e lesbiche.

Ed è partendo da questo, che è molto più che uno spunto, che questo Pride si concentrerà proprio sulle famiglie le quali, non a caso, apriranno il corteo con il trenino delle Famiglie Arcobaleno e il carro dell’Agedo.

L’anniversario che questo Pride celebra, però non è solo quello dei trent’anni del movimento bolognese, ma anche quello dei trent’anni della legge 164 sul cambio di sesso, come hanno precisato i portavoce del Bologna Pride Emiliano Zaino e Porpora Marcasciano.

"Celebriamo 30 anni di orgoglio a Bologna – ha precisato Marcasciano – che è stata la città laboratorio per le battaglie e il lavoro sui temi Lgtb e Queer. Abbiamo ottenuto conquiste e risultati, ma c’è ancora molto da fare".

La polemica, però, potrebbe essere ancora dietro l’angolo dato che Porta Saragozza è un luogo simbolico anche per il culto della Madonna di San Luca, molto sentito in città. "Quel luogo è stato anche nostro – ha sottolineato la presidente di Arcilesbica Bologna Serena Donà – ed è importante riviverlo senza voler mancare di rispetto a nessuno". "Con la Curia – ha aggiunto Zaino – non abbiamo sondato il terreno, ma penso che sarebbe bello che su quella porta ci fosse una targa, per ricordare che per 3 decenni quella è stata la casa dei gay di Bologna e di tutta Italia".

E da qui al 9 giugno, è in programma un fitto calendario con circa 50 eventi di preparazione e accompagnamento al Pride, tra cui il festival "Divergenti" e il progetto "Volando sull’arcobaleno", promosso da Famiglie arcobaleno che per 4 sabato, a partire dal 14 aprile, vedrà i più piccoli impegnati in un percoso didattico sulle differenze e l’integrazione.

Ogni 15 giorni, il Cassero ospiterà letture per bambini incentrate sul tema della diveristà, seguite da laboratori di pittura e semina di alcune piantine. Il risultato di questo percorso diventerà, poi, uno spettacolo teatrale che andrà in scena il 7 giugno.

Non mancherano poi gli approfondimenti su temi come l’Hiv, il bullismo anti-gay a scuola, la lotta all’omofobia, il ruolo delle donne lesbiche nei partiti e nelle istituzioni, ma anche il rapporto tra l’identità Lgbt e il lavoro. Convegni e discussioni in programma a maggio, ai quali porteranno i loro contributo anche Paola Concia, Ivan Scalfarotto e Susanna Camusso.

Nelle intenzioni degli organizzatori, però, il Pride vuole essere anche una grande occasione per il comparto commerciale e turistico della città che sarà invasa da 200 mila potenziali clienti.

Per cogliere questa opportunità, ha spiegato l’assessore al Commercio e Turismo Nadia Monti, "stiamo formalizzando un accordo con Confesercenti affinché si crei una rete di locali e negozi gay friendly". Sono previste vetrofanie, gadegt, comunicazioni ad hoc on line, ma anche l’apertura di blog per mettere in rete le associazioni affinché possano condividere consigli commerciali e turistici. "Sono in corso contatti anche con Cna e Confartigianato mentre dall’Ascom è arrivato un no secco" ha riferito Zaino. "Non c’è da parte nostra la volontà di irrigidirci di fronte a dei dinieghi – ha spiegato Zaino -, abbiamo coinvolto quante più associazioni possibile perché siamo certi che il Pride porterà un indotto positivo per tutti". Spinge, invece, sull’aspetto politico l’assessore alla Comunicazione Matteo Lepore. "Bologna intende porsi alla testa di un movimento di città – ha annunciato Lepore – per lanciare una forte campagna nazionale per i diritti civili, con l’obiettivo di presentare proposte di legge e progetti".

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