Passo in avanti di Matteo Renzi: Civil Partnership per tutti

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In vista di una sua candidatura alle primarie, l'esponente el PD "scippa" il tema delle coppie di fatto a Bersani e a Rosi Bindi e annuncia di essere...

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Mentre nel Partito Democratico il dibattito sulla questione delle coppie di fatto è esploso, Matteo Renzi interviene scippando l’argomento al segretario Bersani e alla presidente Rosi Bindi: Civil Partnership per tutti, gay e etero. Affidando il suo pensiero al Corriere Fiorentino, l’esponente cattolico ha quindi deciso di assumere la stessa posizione del collega di partito giudicato più liberal, il senatore Ignazio Marino, che sul tema si proclama da sempre per la soluzione inglese.

La presa di posizione di Renzi arriva all’indomani della chiusura da parte di Rosi Bindi, presidente oltre che del partito anche di una commissione incaricata di trovare la quadra sulle coppie gay fra le varie anime del PD, che in un’intervista ad Avvenire aveva ipotizzato il no ad una legge troppo garantista verso le coppie gay e ad una opposizione totale verso le adozioni adducendo come motivazione gli articoli della Costituzione che proibirebbero il matrimonio e la scienza che a suo dire consiglierebbe di evitare le famiglie omogenitoriali.

Il segretario Bersani era sembrato più possibilista su una legge per le unioni gay senza però specificare quale soluzione sarebbe la migliore. In una lettera agli organizzatori del gay Pride nazionale aveva infatti definito inaccettabile che ancora non ci fosse una garanzia legislativa per le coppie dello stesso sesso senza spingersi ulteriormente oltre.

Ci ha pensato Matteo Renzi, dunque, a fare un passo in avanti rispetto ad entrambi annunciando la soluzione che preferirebbe e che, in caso di una sua candidatura alle elezioni primarie per diventare segretario del partito, diventerebbero programma dell’intero PD. Non è la prima volta che il sindaco di Firenze è aperturista: «Io sono cattolico – aveva detto lo scorso gennaio al magazine Max – ma il matrimonio, parlando da politico, non deve essere considerato un sacramento. Magari lo rimane nel mio cuore, ma sono cavoli miei. Non voglio importi niente. Ma nell’esercizio della tua libertà, voglio che tu sia in grado di prenderti diritti e doveri».

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