Pavia: all’università arriva il doppio libretto per le persone trans

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Saranno riconosciuti i dati "alternativi" all'identità ufficiale: la soddisfazione di Arcigay e Universigay.

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Svolta storica nella carriera universitaria degli studenti transessuali: il Senato accademico dell’università di Pavia ha approvato ieri l’introduzione del doppio libretto per assicurare agli iscritti dell’ateneo il rispetto della “identità di genere percepita”, se in contrasto con quella anagrafica.

Il provvedimento è stato votato all’unanimità e segna il primo importante passo per l’istituzione di un doppio documento in cui viene registrato un nuovo numero di matricola e i nuovi estremi di identificazione dello studente che vuole farsi riconoscere come appartenente al sesso opposto.

Il provvedimento ha lo scopo essenziale di aiutare gli studenti in fase di transizione di genere in quelle situazioni dove nome e dati anagrafici sono esposti all’attenzione e al giudizio di compagni di studio e professori. Durante gli appelli d’esame, ad esempio, il professore si rivolgerà allo studente con il nome scelto per la nuova identità di genere. Anche nelle situazioni quotidiane della vita universitaria, come operazioni di segreteria e prestiti dalla biblioteca, il personale degli uffici potrà interagire con lo studente chiamandolo con il nome scelto dal ragazzo o dalla ragazza e in modo da rispettare l’identità di genere percepita.

Inoltre, agli studenti che ne faranno richiesta, verrà fornito un nuovo tesserino identificativo, il più possibile indistinguibile da quello generico, con i dati anagrafici richiesti dallo studente. Sarà registrata, quindi, una “identità alias” o “di elezione”, non ufficiale ma valida in tutte le situazioni della vita universitaria, che permetterà agli studenti di essere chiamati con il nome che preferiscono.

Il sistema dell’identità alias permette agli studenti di sostenere l’esame senza che il professore venga informato della transizione di genere del candidato, per garantire che la valutazione finale non venga influenzata da eventuali pregiudizi.

A chiedere questa piccola grande rivoluzione sono state le associazioni Arcigay e Universigay, che hanno espresso piena soddisfazione per il traguardo raggiunto. “Un momento storico per il nostro ateneo – spiega la presidentessa di Universigay Michela Pompeifinalmente possiamo dire a tutti gli studenti che i loro diritti sono rispettati. Dopo anni di lotta, anche le persone in transizione possono iniziare a vivere l’università come tutti i loro coetanei, con la spensieratezza necessaria dei vent’anni“.

Oltre all’università di Pavia, diversi altri atenei italiani hanno approvato soluzioni simili: tra questi la Statale e la Bicocca a Milano, Pisa, Genova e Firenze.

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