Pavia, avvocato gay si finge padre di un bimbo: a gennaio il processo

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L'uomo, il compagno e la madre biologica del bambino sono accusati di alterazione di stato civile di un neonato.

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La decisione è stata presa dal Gup di Pavia ieri, nel corso dell’udienza preliminare.

Rinviato a giudizio l’avvocato pavese accusato di essersi attribuito la paternità di un bimbo non suo, che affronterà il dibattimento – in partenza a gennaio – assieme al compagno di lunga data. La madre del bambino, invece, verrà processata con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica: la difesa chiede infatti di valutare se fosse in grado di intendere e di volere o meno. In caso di condanna, la donna potrà con questa modalità ottenere lo sconto di un terzo della pena.

Ma cosa è successo esattamente? L’accusa sostiene che l’avvocato avrebbe sposato la madre del bambino – una donna albanese – mentre era già incinta, in tutta fretta, poi avrebbe dichiarato (pur non essendolo) di essere il padre del piccolo. Le indagini, condotte dalla Digos di Pavia, sono scattate dopo i primi sospetti circolati nel piccolo paese del pavese in cui risiede l’avvocato, che da anni ha una relazione stabile con il compagno. L’uomo e il compagno avrebbero dunque offerto alla donna, peraltro cognata del compagno dell’avvocato, un’ingente somma di denaro, si parla di 70mila euro.

Il difensore della coppia e presidente di Arcigay Pavia, Niccolò Angelini, ha chiesto il rito abbreviato condizionato ad alcune testimonianze, ma la richiesta è stata rifiutata: “Abbiamo chiesto un ampliamento delle indagini perché il papà biologico del bambino non risulta indagato, a nostro avviso sin dall’inizio era emerso un suo coinvolgimento. Sembra quasi che si voglia dipingere solo i miei assistiti come responsabili e non si sia voluta cercare fino in fondo la verità dei fatti” confessa il legale, che rivela anche di aver preparato una denuncia nei confronti dell’assistente sociale che avrebbe dovuto seguire il minore ma che nei fatti ha permesso una visita del padre biologico (contro le disposizioni del Tribunale).

I tre sono indagati per alterazione di stato civile di un neonato, previsto dall’articolo 567 comma 2 del codice penale. Al momento la patria potestà della madre e dell’avvocato sul bambino è sospesa, in attesa del giudizio del Tribunale per i Minori che farà luce su una vicenda dai tratti torbidi e inquietanti.

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