Pdl: Tutti contro i DiDoRé. Ma 75% italiani li vogliono

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Il nuovo provvedimento sulle coppie di fatto viene da due ministri del governo Berlusconi, ma nel Pdl è tutto un coro di "No". Un sondaggio di Skytg24: il...

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Il ministro Brunetta lo ha detto chiaramente: se non ci sarà consenso unanime di laici e cattolici sul nuovo provvedimento, il lavoro non ci manca, passeremo ad altro. Ma se questa è la premessa, i DiDoRé (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi) passeranno alla storia come la proposta lasciata in vita meno di tutte le altre, ancora prima di PaCS francesi, DiCo bindi-pollastriniani e Cus salviani.

Il Pdl dice "no"

Il coro di "No" è pressoché unanime e tutto interno alla stessa maggioranza di cui fanno parte i due ministri proponenti, Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, e cioè il Popolo della Libertà. Maurizio Gasparri li bacchetta: «In questo Parlamento e in questa legislatura non c’è spazio per iniziative che vadano in contrasto con la tutela della famiglia così come la Costituzione la descrive».«Il ministro Rotondi potrà quindi liberamente dedicarsi all’attuazione del programma perché su questa strada non troverà nessuna apertura o possibilità di azione». Laura Bianconi vice presidente dei senatori del Pdl trova singolare "che il ministro Brunetta continui a pensare alla regolamentazioni delle unioni di fatto considerando che non è oggetto del programma di Governo presentato agli elettori". Critico il componente Commissione Bicamerale per l’Infanzia Arturo Iannaccone (Mpa): «Crediamo che l’esecutivo debba restare fedele alla visione di famiglia delineata dai nostri padri costituenti nell’articolo 29, ovverosia l’unione naturale tra un uomo e una donna e riteniamo che le forze politiche che sostengono il Governo debbano continuare ad avere sui valori, compresa la famiglia, un punto di riferimento nel Magistero della Chiesa Cattolica.» La pensa così anche Isabella Bertolini, componente del direttivo del Pdl alla Camera, secondo cui non ci può essere nessuna discussione sulle unioni civili, perchè "non

sono contemplate nel programma del governo del centro destra" e invita a "lasciare alla sinistra sconfitta alle elezioni i suoi cavalli di battaglia." Giovanardi si chiede «perché due ministri attualmente in carica abbiano risollevato a freddo la questione della regolamentazione delle coppie di fatto, senza averne parlato con nessuno a livello governativo e oltretutto accusando di eccessivo zelo tutti coloro che non condividono questa iniziativa».

Fuori dal Pdl

Ma il dissenso va anche al di fuori dei confini del Pdl: Maurizio Ronconi (Udc), ad esempio, semplicifca il quadro e dice «Per ottenere quello che vuole Brunetta non c’è bisogno di una legge che stabilisca i doveri, i diritti e la reciprocità ma è sufficiente solo un pizzico di buon senso da parte delle istituzioni e qualche circolare esplicativa». E aggiunge: «Non c’è alcuna maggioranza parlamentare – prosegue – che possa intonare il DO.DI.RE. ma solo una coppia di musicanti senza uditorio.» Ironico il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore: «Il dubbio – sostiene Fiore – è che Rotondi voglia diventare l’erede di Luxuria»

Riformatori e Mussolini sono d’accordo

Uniche voci distinte, quella dei Riformatori Liberali capitanati da Benedetto Della Vedova e quella di Alessandra Mussolini, ben poca cosa rispetto ai teodem berlusconiani, e i "Dio-Patria- Famiglia" (ma soprattutto famiglia) di Alleanza Nazionale. Della Vedova ha spiegato che «L’iniziativa dei ministri Brunetta e Rotondi, secondo le loro prerogative di parlamentari e non di membri dell’esecutivo, sulle unioni civili muove nella direzione giusta, che non contraddice le importanti misure che il governo Berlusconi si appresta a varare a sostegno della maternità e della famiglia, ma ne è il saggio complemento, rivolgendosi alle aspettative di moltissime coppie fino ad oggi ignorate dal legislatore». La Mussolini si è detta d’accordissimo «con l’impostazione che lui ha dato, e cioè di tenere separati la famiglia, che rimane il pilastro, e le unioni di altro tipo che però sono meritevoli di sostegno»

Il centrosinistra

Sul fronte del centrosinistra, Vittoria Franco, ministro Ombra del Pd per le Pari Opportunità spiega qual è la posizione dei democratici: «Il riconoscimento dei diritti dei conviventi – sottolinea il ministro Ombra – è una questione da affrontare a beneficio di molte coppie, omo ed eterosessuali. È chiaro che se dal centrodestra, o anche solo dalla sua parte più liberal, dovesse arrivare una proposta concreta, la cosa ci vedrebbe più che disponibili a discuterne nel merito nelle commissioni competenti, al di là delle appartenenze politiche e ideologiche». Paola Concia, si dice pronta a un accordo bipartisan, se necessario: «Io non mi scandalizzerò se, anche in Italia, seguiremo questa strada e troveremo in Parlamento il migliore accordo possibile – ha detto la deputata lesbica -: gli integralisti e gli ideologici non potranno impedirlo e resteranno fuori da questo momento di civiltà. Manuela Palermi, esponente dei Comunisti Italiani, giudica invece la proposta di Brunetta e Rotondi sulle coppie di fatto «né coraggiosa né innovativa. È soltanto un modo vecchio e "osservante" di togliersi di torno un problema sociale vasto e acuto che pretenderebbe leggi rispettose a tutela della libertà di ogni individuo». Mentre Rosy Bindi, che nella passata legislatura propose i DiCo insieme alla collega Barbara Pollastrini, confessa candidamente: «In questa legislatura ho presentato delle proposte di legge su molti temi ma non su questo perché non è la mia preoccupazione principale»

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