Pedofilia: preti gay come capro espiatorio?

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A Dallas la conferenza dei vescovi USA. I preti "liberal" parlano di abolizione del celibato e denunciano il tentativo di individuare negli omosessuali l'unico capro espiatorio della situazione.

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ROMA – Oggi – mentre un ultimo sondaggio segnala che meno della metà degli americani vede la Chiesa cattolica come una istituzione degna di fiducia – verranno dati gli ultimi ritocchi alla bozza del documento da presentare alla conferenza dei vescovi da parte del comitato ad Hoc sugli abusi sessuali. Domani, poi, l’apertura solenne a Dallas, della conferenza dei vescovi americani. E il principale tema all’ordine del giorno sarà, ancora una volta, la decisione se adottare o no una politica di "tolleranza zero" nei confronti dei sacerdoti responsabili di abusi e atti di pedofilia.

La bozza proposta dalla commissione, a meno di modifiche dell’ultima ora, proporrà per quanto riguarda il passato la regola "due errori e fuori", ovvero la rimozione immediata dei sacerdoti responsabili di più di un abuso (mentre questa sarà automatica al primo caso di abuso nel futuro).

Una ricetta questa che trova critici o perplessi molti dei delegati alla conferenza. Alcuni peraltro non si limitano a chiedere un’autentica "tolleranza zero". I più "liberali" sollevano questioni radicali come l’abolizione del celibato e denunciano il tentativo di individuare negli omosessuali l’unico capro espiatorio della situazione.

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