Per il 53% degli italiani, una coppia che si ama è famiglia

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Sondaggio Ipsos per il Corriere: la sorpresa dei dati dell'elettorato di NCD e PD.

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Unioni civili e matrimonio egualitario sono ormai l’argomento del giorno. Mentre Renzi dal salotto domenicale di Barbara D’Urso spiega che “dopo la riforma elettorale” ci sarà una legge sulle unioni civili, rievocando il “modello tedesco” e facendo riferimento ad “un testo già pronto” (il DDL Cirinnà?), Marino ha trascritto i matrimoni di 16 coppie gay e lesbiche romane che si sono sposate all’estero, come molti altri sindaci prima di lui, aprendo un vero e proprio caso, mentre dal documento finale del Sinodo dei Vescovi è sparito ogni riferimento alle coppie dello stesso sesso.

E a distanza di una settimana dal rilevamento fatto da Demos per Repubblica , arriva un altro sondaggio, questa volta targato Ipsos e commissionato dal Corriere della Sera. I dati dei due rilevamenti contrastano.

Secondo il campione Ipsos, infatti, solo il 35 per cento degli italiani è favorevole al matrimonio per le persone dello stesso sesso, mentre il 39 per cento dice sì alle unioni civili. In totale, comunque, il 74 per cento è d’accordo a che si legittimino le coppie gay. Uno sondaggio Ipsos del febbraio del 2013 restituiva un dato pari al 55 per cento in totale.

Il dato interessante è quello che riguarda la famiglia e l’idea che ne hanno gli italiani. Nando Pagnoncelli, direttore dell’istituto, spiega che il 53 per cento degli italiani ritiene che si possa definire famiglia “qualunque coppia legata da affetto che voglia vivere insieme”, indipendentemente dal genere e dall’orientamento sessuale di chi compone la coppia. Il 28 per cento, invece, pensa che la famiglia sia quella tra un uomo e una donna e solo il 18 per cento afferma che la definizione corrisponda ad una coppia etero sposata. Le percentuali cambiano, prevedibilmente, se si interrogano i soli fedeli più assidui e se si distinguono i dati per fascia d’età (i giovani sono più favorevoli degli anziani all’allargamento del concetto di famiglia rispetto a quello tradizionale).

Ma il dato più curioso è quello che suddivide i favorevoli al matrimonio e quelli che preferiscono le unioni civili in base al partito che votano.

Solo tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (il sondaggio non ha intervistato gli elettori della cosiddetta sinistra radicale) si raggiunge la maggioranza assoluta dei sì al matrimonio (52 per cento), mentre tra chi vota Pd non si supera il 38 per cento, contro il 36 per cento dei favorevoli alle sole unioni civili, per un totale del 74 per cento. L’elettorato di Alfano riserva qualche sorpresa, rispetto alle aspettative: tra chi dà la propria preferenza al NCD il 33 per cento è favorevole al matrimonio (contrariamente alla totalità dei suoi rappresentanti in parlamento), mentre il 43 alle unioni civili, per un totale del 76 per cento.

In sostanza, dunque, l’elettorato del Nuovo Centro Destra di Alfano, non solo appare molto lontano dal leader, ma è più favorevole al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso (se si sommano i sì al matrimonio a quelli alle unioni civili) di quanto non lo sia quello del Pd.

Il dato peggiore (il sondaggio non ha intervistato gli elettori della destra radicale) è quello di Forza Italia: tra i berlusconiani, infatti, solo il 16 per cento sarebbe d’accordo con il matrimonio egualitario, mentre il 41 per cento si dice favorevole alle unioni civili, per un totale del 57 per cento che è comunque la maggioranza dell’elettorato azzurro.

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