Persecuzioni naziste: ricompense anche per gli omosessuali

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Un’importante compagnia di assicurazioni riconosce ricompense alle vittime delle persecuzioni naziste condotte per motivi religiosi, etnici o di orientamento sessuale.

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MILANO – Accordo raggiunto tra l’assicurazione Generali di Trieste e coloro, o i loro legittimi eredi, che furono vittime delle aberranti persecuzioni compiute dai nazisti tra il 1920 e il 1945. Lo rivela lo studio legale Kohn Swift & Graf in riguardo alla class action che era stata presentata al Tribunale Distrettuale di New York. Stando a quanto anticipato dal Sole 24 Ore l’accordo prevede che le richieste di risarcimento vengano presentate entro e non oltre il termine ultimo del 31 marzo 2007, dopo di che verrà stabilito un risarcimento per coloro che avevano stipulato una polizza assicurativa con la compagnia delle Generali, o per i loro successori, ai quali finora non era stata riconosciuta nessuna ricompensa. L’avvocato Robert Swift, che ha seguito per quasi dieci anni questo tipo di cause, ha precisato che «Molte di queste persone sono state perseguitate per la loro religione, per le origini etniche, per l’orientamento sessuale o il credo politico. Questo include ma non si limita a ebrei, Rom, Testimoni di Geova, prigionieri politici e omosessuali.»
Per il Paragrafo 175 del codice penale tedesco ogni relazione omosessuale era considerata “innaturale” e dunque ogni atto sessuale tra persone dello stesso sesso era posto sullo stesso piano dei rapporti sessuali tra uomini e animali, punibili con l’imprigionamento. Stando a fonti storiche basate su documenti dei nazisti tra il 1933 e il 1945 furono arrestati per omosessualità circa 100.000 uomini. Circa la metà furono imprigionati mentre 10.000/15.000 furono incarcerati nei campi di concentramento, con un tasso di morte tra questi prigionieri stimato attorno al 60%: una delle percentuali tra le più alte di prigionieri non ebrei. Sebbene documentato (si veda il documentario per l’appunto intitolato “Paragraph 175”) su questo aspetto dell’olocausto continua ad esserci un marcato disinteresse da parte degli storici eterosessuali. Di quegli anni per la comunità gay rimane il simbolo del ricordo del triangolo rosa. (Roberto Taddeucci)

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