Perugia: la Chiesa contro le unioni civili

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Anche i circoli della Margherita sono contrari e muovono critiche per le scelte dei consiglieri del gruppo nell'amministrazione di centro sinistra.

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PERUGIA – Il registro delle coppie di fatto, sia etero che gay, approvato dal consiglio comunale di Perugia come avvenuto in altri 300 comuni italiani, continua a far discutere sia tra la gente che negli ambienti politici. Anche i circoli della Margherita sono contrari e muovono critiche per le scelte dei consiglieri del gruppo nell’amministrazione di centro sinistra.
Se da una parte c’e’ chi esulta come l’Arcigay e il centro di iniziativa Radicale, dall’altra c’e’ chi come la Archidiocesi di Perugia e Citta’ della Pieve, “tuona” contro la decisione della maggioranza al comune capoluogo. Nel ricordare che la decisione assunta ha dato “un’altra picconata pesante alla famiglia stabile, fondata sul matrimonio d’un uomo con una donna, civile o religioso che sia, come inteso dalla costituzione”, l’ufficio stampa diocesano esprime un forte disappunto per l’ulteriore progressivo degrado morale della citta’.
Di offesa per i cattolici parla anche il deputato umbro dell’UDC Maurizio Ronconi. “La verita’ e’ che mai come in questa occasione si manifesta ipocrisia di chi s’appella alle piu’ alte gararchie della Chiesa per la pace, ma poi non perde occasione di assumere decisioni che per i cattolici, ma anche per chi e’ rispettoso dei tradizionali principi etici, suonano come vere e proprie offese. Stupisce il comportamento di quei consiglieri comunali ex popolari, oggi della Margherita che – ha concluso Ronconi – continuano ad avere l’ambizione di rappresentare parte del mondo cattolico e poi, magari per puntellare incarichi e prebende, svendono le loro identita’”.

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