PIOVONO CONDOMS!

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100.000 preservativi distribuiti in 55 locali sparsi in 17 regioni italiane. Sono i numeri della campagna Arcigay per il 1° dicembre. Che guarda concretamente alla prevenzione. Alla faccia...

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Dal 1° dicembre parte la campagna nazionale Arcigay "^SL’amore non ci perde, la salute ci guadagna. Col preservativo^s", per promuovere il sesso sicuro e l’uso del profilattico.

La campagna coinvolgerà i 98 gay community center territoriali dell’associazione, da Bolzano a Siracusa, in una distribuzione gratuita di 100.000 preservativi. "Il governo italiano non attiva campagne di prevenzione da ben tre anni – osserva il responsabile della campagna, Giacomo Andrei, presidente dell’Arcigay di Siena – ci tocca svolgere un’azione di supplenza di fronte all’inerzia del ministero. Anche la scelta del numero dei preservativi, 100.000, uno per ciascuno dei nostri soci, ha un valore simbolico: cerchiamo di proteggerci da soli, con una campagna totalmente autofinanziata".

Era il 1987 quando il Ministro della Sanità Carlo Donat Cattin suscitò l’indignazione delle associazioni di lotta all’Aids affermando che "l’Aids lo prende chi se lo va a cercare". "Da allora ben poco è cambiato – è il giudizio del segretario nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso – Il Ministero della Salute si rifiuta di finanziare l’acquisto di profilattici per la distribuzione gratuita, e solo qualche settimana fa il Parlamento ha rifiutato un emendamento alla finanziaria proposto dall’on. Franco Grillini che proponeva un calmiere ai prezzi, stratosferici, dei preservativi".

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità la curva dell’andamento dei nuovi casi di Aids originati da rapporto omosessuale, in calo costante dal ’95, si sta stabilizzando. L’andamento negli ultimi anni è controverso: se nel 2001 appare un netto calo rispetto all’anno precedente (274 casi vs 375) nel 2000 e nel primo semestre del 2002 si assiste e si è assistito ad un incremento e ad una sostanziale stabilizzazione.

La notizia dell’opuscolo Sirchia/Moratti, che sarà distribuito in 1.300.000 copie nelle scuole italiane, aggrava questo quadro, mostrandosi come una vera e propria restaurazione clericale sul tema della salute e dell’affettività.

"La nostra salute è in mano a chi ci vuol male – è il commento del presidente nazionale Sergio Lo Giudice – le informazioni sulla prevenzione AIDS sono fuorvianti e scientificamente sbagliate. Dire agli adolescenti italiani che l’unico modo per proteggersi dal contagio è l’astinenza significa condannare a morte tanti ragazzi e tante ragazze tacendo loro la centralità del preservativo come strumento di protezione dal virus. Inoltre, nelle pagine dedicate all’amore non c’è un solo riferimento all’omosessualità. Le esperienze e le emozioni di centinaia di migliaia di studenti lesbiche e gay sono cancellate con atto ministeriale".

Il responsabile Salute dell’associazione, Paolo Ferigo, ha commentato la situazione della diffusione del contagio fra la popolazione omosessuale: "La percentuale di trasmissione per contatti omosessuali cresce rispetto al totale dei nuovi casi: ciò significa che questo tipo di contagio continua ad essere relativamente più a rischio – pur essendo superato da quello per contatti eterosessuali – e necessita di una campagna di prevenzione ad hoc".

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