Pisa: arrestato l’assassino della trans

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Appassionato di culturismo fisico, ex parà, con precedenti per rapina ai danni di trans: ha brutalmente assassinato un viado brasiliano nella notte fra il 18 e il 19...

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PISA – Appassionato di culturismo fisico, ex parà (aveva fatto il servizio militare alla Smipar nel ’94), con precedenti per rapina ai danni di trans: è il ritratto dell’uomo che ha brutalmente assassinato un viado brasiliano nella notte fra il 18 e il 19 aprile nella pineta di Migliarino, a Pisa.

Giuseppe Coppedè, disoccupato, con saltuari lavori come operaio, di Querceta (Lucca), è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Pisa l’altra sera, dopo meno di un mese di indagini. Ha ammesso di aver ucciso a Migliarino Pisano, con 13 martellate alla nuca e 16 coltellate al petto, il viado brasiliano Alves Josè Wellington, di 25 anni.

Agli inquirenti, secondo quanto è stato spiegato, avrebbe dato questa versione. Dopo un rapporto sessuale sarebbe scoppiato un litigio; nella rabbia il trans gli avrebbe detto di essere malato di Aids e di averlo contagiato, forse solo per minacciarlo. L’ex parà avrebbe risposto con una furia disumana, colpendolo con un coltello da sub e con un mazzuolo che aveva in macchina, uno strumento tipico degli scalpellini, mestiere che era di suo padre e di suo nonno e che anche lui aveva fatto.

Complesse le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuliano Giambartolomei. Sono stati interrogati molti trans che battono in quella zona e che hanno collaborato nel lavoro di ricostruzione delle ultime ore del viado ucciso. Sono stati controllati tutti coloro che avevano precedenti per rapina a transessuali e i movimenti di tutti coloro che, durante gli accertamenti e i rilievi di polizia giudiziari, avevano gravitato nella zona dal 19 aprile in poi. Gli accertamenti hanno chiarito che la notte del delitto, prima delle 2, la vittima era stata vista mentre saliva su un’auto grigia con un giovane biondo. Coppedè, che ha una vettura simile, era già stato condannato per una rapina ad un trans nel ’96, era un frequentatore abituale di trans e la descrizione del sospettato del delitto fra l’altro corrispondeva alla sua. In più, una delle armi del delitto era un mazzuolo da scalpellino, mestiere che lui aveva fatto. Fra l’altro, perquisendo la sua abitazione, i carabinieri avevano trovato ritagli di giornale sul delitto e quattro pagine di appunti sull’omicidio e sulle indagini, mentre sulla sua auto erano state scoperte grosse macchie di sangue risultato appartenere alla vittima.

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