Pisa: entro giugno codice rosa per i gay al pronto soccorso

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I gay e le donne vittime di violenza avranno una corsia preferenziale e personale formato per gestire questi casi. Entro metà 2012, attivo in tutta la Toscana. Accordo...

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Sarà attivato entro la prima metà del 2012 anche all’ospedale di Cisanello a Pisa, il "codice rosa" ovvero una sorta di corsia preferenziale per donne e omosessuali che si presentano al pronto soccorso per avere subito violenza. Pisa non è la prima città toscana ad attivare questo speciale servizio. Segue infatti l’esempio di Grosseto, Arezzo, Lucca, Prato e Viareggio, ma la Regione conta di allargare il protocollo a tutto il territorio entro giugno del 2012.
La sperimentazione prevede una spcifica formazione a cui sottoporre le forze dell’ordine in servizio presso gli ospedali, oltre che, naturalmente, il personale sanitario.

Tutti saranno istruiti su come comportarsi davanti a violenze sulle donne o sulle persone lgbt per non scoraggiare le vittime a presentarsi al pronto soccorso e a sporgere denuncia e, soprattutto, per non aggiungere ulteriori traumi a quelli già subiti.
Come riporta il Tirreno, poi, l’assessore regionale alla Sanità Daniela Scaramuccia ha siglato un accordo con il Procuratore della Repubblica di Firenze nel quale si sancisce che non appena le vittime si presentano al pronto soccorso e vengono identificate, parte immediatamente il percorso delle cure mediche e parallelamente quello delle indagini giudiziarie coordinate dal magistrato di turno. L’accordo, per competenza distrettuale, è valido per tutte le provincie toscane.

E sempre l’ospedale pisano registra un’altra buona notizia sul fronte dei diritti e dell’integrazione delle persone lgbt. Risale infatti, a qualche ora fa la firma di un accordo tra l’ospedale e il Consultorio Transgenere che ha sede a Torre del Lago ma che segue e assiste persone trans oltre i confini della Versilia.
Il primo intervento da femmina a maschio successivo a questo accordo, sarà effettuato prima della fine dell’anno e ad usufruirne sarà una (quasi ex) donna pisana di 42 anni che potrà finalmente vivere come ha sempre desiderato grazie alla riassegnazione del genere. «L’intervento prevede la rimozione delle ghiandole mammarie e dell’ovaio – ha spiegato regina Satariano, fondatrice del Consultorio Transgenere al Tirreno – ed è quanto basta alla legge italiana per poter certificare il cambio del sesso da donna a uomo».

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