Polemiche: Famiglie anagrafiche e vincoli affettivi

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Le polemiche, spesso strumentali, che circondano tanti aspetti della vita delle coppie conviventi dimostrano che anche l’Italia ha bisogno di una legge che regolamenti tale realtà.

Le recenti “scomuniche” del Vaticano, e le profonde divergenze di vedute tra esponenti cattolici del centro-sinista sul riconoscimento delle famiglie di conviventi legate da vincoli affettivi attuato a Padova appare essere il frutto dell’irrigidimento di certi ambienti religiosi e espressioni politiche che a tali ambienti si rifanno. Walter Vitali, senatore Ds e sindaco di Bologna quando, nel 1999, fu creato il registro per le famiglie formate da persone legate da soli vincoli affettivi ricorda che tale riconoscimento per le coppie di fatto «non fu certo un fulmine a ciel sereno». Per Vitali oggi «ha il grande valore di un richiamo alla necessità dell’esplicito riconoscimento delle coppie di fatto anche nella legislazione del nostro Paese, come prevede il programma dell’Unione. L’Ulivo bolognese era già nato da qualche anno e proprio su temi molto sensibili come la scuola, la famiglia e le unioni di fatto ci si confrontava per costruire un’unità tra sinistra, cattolici democratici e laici.» Di fronte alla grande opposizione, che quasi sconfina nel fanatismo religioso, di certi politici l’ex sindaco Vitali ricorda che tale «decisione, presa al termine di un dibattito pubblico durato mesi, non determinò alcuna polemica con l’allora arcivescovo di Bologna, il cardinale Giacomo Biffi.»
Da Udine interviene il consigliere comunale Ds Enrico Pizza, che ritiene positivo «il dibattito suscitato dall’approvazione a Padova di una mozione che chiede al Comune la piena applicazione del regolamento dell’89, il quale recita che “agli effetti di famiglia anagrafica si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi”. La famiglia, per la legge italiana, è composta da tutti coloro i quali vivono sotto lo stesso tetto, indipendentemente dai motivi per cui si convive. » Pizza lo scorso anno richiese, nell’ambito della discussione sul regolamento di polizia mortuaria allora in discussione, che anche i superstiti delle coppie di fatto potessero conservare le ceneri del proprio defunto al pari di quelli delle coppie sposate. Da qui prese il via un’indagine all’interno di tutti i regolamenti del Comune per verificare la piena rispondenza al principio di eguaglianza. Pizza spiega che «Come mi ha ben chiarito l’Ufficio del Sindaco – “i Direttori di Dipartimento – dopo aver effettuato le necessarie verifiche presso i singoli uffici – hanno dato comunicazione allo scrivente che nei regolamenti di propria competenza vengono rispettate le disposizioni della legge anagrafica”.» Dal che deriva per quanto concerne il comune di Udine, non vi sono discriminazioni per le coppie di fatto, etero od omosessuali. Pizza conclude dicendo che «occorre dare diritti e reciproci doveri ai partner conviventi, e per questo è necessaria e urgente una legge del Parlamento.» (RT)

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