Polemiche sul Roma Pride, Famiglia Cristiana: “Pagliacciata”

di

Così il settimanale dei paolini definisce in un editoriale il corteo di sabato scorso. Grillini: "Offensivo". Mancuso: "Poco cristiano, la Chiesa pensi ai propri peccati".

624 0

Sta suscitando polemiche l’editoriale di questa settimana del periodico cattolico ‘Famiglia Cristiana’ che, criticando il Pd e definendolo un "partito fantasma", accusa Veltroni di avere tradito i cattolici. "L’anarchia dei valori, teorizzata da Berlusconi, è trasmigrata e ha infettato anche il Pd – accusa il settimanale – : vale per la sicurezza, la vita, il testamento biologico, la pace, l’aumento delle spese militari. A eccezione dei cattolici, chi ha sollevato un’obiezione seria contro il reato di immigrazione clandestina?". Ma Veltroni è ‘colpevole’ anche di non aver "neppure balbettato una critica alla Bonino che ha dato del ‘patetico’ al Papa". In più "si fa rappresentare da un suo ‘ministro-ombra’ alla pagliacciata del Gay Pride di Roma, dove gli insulti alla Chiesa e al Vaticano si sprecano. Ma i cattolici democratici non erano co-fondatori del Pd?". E per sanare il’peccato originale’, il leader dell’opposizione avrebbe un’unica scelta: "Non è tempo di sciogliere questa ambiguità e pregare Pannella e soci di accomodarsi fuori?", suggerisce l’editoriale.

"Famiglia Cristiana era la testata che si esprimeva con prudenza se non con qualche apertura sui diritti degli omosessuali – commenta Franco Grillini -. Con l’editoriale di oggi, anche il settimanale distribuito nelle parrocchie, si allinea alle posizioni più reazionarie della gerarchia vaticana sposando la politica della diffamazione e dell’insulto verso gli omosessuali. Definire ‘pagliacciata’ le manifestazioni del gay pride di Roma e Milano di sabato scorso è insultare centinaia di migliaia di persone che vi hanno partecipato con entusiasmo e determinazione". Su una cosa l’ex deputato socialista è d’accordo con il settimanale: "per quanto riguarda i cattolici del Pd, convengo con ‘Famiglia cristiana’ che si tratta di una contraddizione evidente, perche’ la tanto sbandierata ‘sintesi’ non c’è stata perché non è possibile, così come ribadito dai teocrati teodem che parlano di non negoziabilità dei principi".

Risponde sul piano della cristianità, invee, il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso: "Famiglia cristiana potrà anche essere un settimanale cattolico – commenta Mancuso -, ma certamente è poco cristiano definire una manifestazione politica, come i Gay Pride, una pagliacciata". "I Pride – continua – sono una sorta di trasposizione gioiosa di tutta la nostra rabbia per troppi secoli di insulti ed infamie che siamo stati costretti a subire ogni giorno, senza avere la stessa potenza di fuoco mediatica che hanno i ripetitori di Radio Maria. Noi non abbiamo mai definito tragicamente assurde le processioni dove migliaia di giovani a torso nudo si fustigano, o non abbiamo mai fatto commenti sulle ampie, anacronistiche vesti curiali strapuntate di pizzi e merletti. E’ insostenibile che un’istituzione come quella cattolica dia patenti di moralità e di buon gusto, mentre dovrebbe trovare la forza del pudico silenzio, ed espiare per tanto tempo i grandi peccati di cui è costellata la sua storia".

Al settimanale dei paolini risponde anche il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, tra gli organizzatori del Pride di Roma che invita Famiglia Cristiana "a maggiore sensibilità e rispetto verso le manifestazioni civili e pacifiche di centinaia di migliaia di cittadini, anche cattolici, in cerca di diritti, parità e laicità". "Noi non ci permettiamo di definire pagliacciate le alabarde svizzere, le sottane vescovili e le folkloristiche feste patronali o espressioni di devozione – si legge ancora in una nota del circolo – , consapevoli del valore e del significato che questi possono avere per i credenti. E neppure definiamo contro natura pur discutibili aspetti della cattolicità, come invece continuano a fare vescovi e cardinali per le nostre relazioni. Pretendere il medesimo rispetto per le nostre identità e rivendicazioni, è chiedere troppo? Rispondere a questi attacchi è insulto"?

Leggi   Antonella Mosetti: "Il Gay Pride etichetta e basta!"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...