Polis… chiusa

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Si apre il congresso di "Polis Aperta", l'associazione che riunisce i gay in divisa. Ma dopo il clamore della notizia, da Bologna si traferirà a Ferrara in un...

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Polis Aperta, la prima associazione gay italiana che raggruppa gli appartenenti alle forze armate, avrebbe dovuto celebrare oggi il congresso che sancisse la sua nascita ufficiale. E così sarà ma con due "piccole" differenze rispetto a quanto annunciato. Dopo il clamore che ha suscitato l’annuncio del presidente di darsi uno statuto e quindi uscire allo scoperto, i membri del direttivo hanno preferito dare all’evento un profilo piuttosto basso.

Non sarà Bologna, quindi, la città che avrà l’onore di vedere nascere questo nuovo soggetto culturale, ma Ferrara. E non ci sarà nemmeno un pubblico a vedere apporre le firme sullo statuto, ma solo i sette del direttivo stesso.

La scelta è stata dettata per evitare ulteriori clamori alla vicenda con le telecamere che immancabilmente sarebbero state presenti in massa. Chi deciderà d’ora in poi di avvicinarsi all’associazione potrà farlo, se vorrà, in anonimato (un po’ come è successo fino ad oggi) oppure decidendo per sua iniziativa di uscire allo scoperto e lottare al fianco di chi ha già fatto questo passo non facile. Del resto, il loro ambiente di lavoro – ancora terribilmente permeato di machismo – non è uguale a quello di tutti gli altri.

A tenere a battesimo Polis Aperta ci sarà Franco Grillini, che nel 1994 ottenne dall’allora ministro dell’Interno Maroni la promessa di ricnoscere  eventuali associazioni culturali contro le discriminazioni sessuali tra le forze dell’ordine. Grillini ha promesso di tornare da lui ma con realismo perché come ha fatto presente lo stesso Grillini «il problema è che spesso passano anni tra il sì di un politico e la messa in pratica».

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