POLITICI CHE AMANO IL PACS

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Carena: "Comunisti che parlano di gay". Bellillo: "La Turco bocciò la mia legge". Violante: "Lavorare coi cattolici". Diliberto: "E le adozioni?". Cronache di un convegno.

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TORINO – Generare una forza comune che si mobiliti tra gennaio e febbraio quando il Pacs approderà alla Camera. Ai partiti chiederemo, nero su bianco, il sì o il no. La proposta arriva da Andrea Benedino, dirigente del Cods, rivolta al “Pasolini”, il coordinamento Glbtt dei Comunisti Italiani che sabato ha organizzato a Torino insieme a “Informagay” il convegno: “Comunismi – Diritti Civili – Orientamenti sessuali“.

Si è parlato di storia del movimento, oscurantismi e persecuzioni, diritti civili e Pacs. Rosalba Carena, portavoce nazionale del Pasolini spiega il senso di questo incontro. «Volevamo che fossero i comunisti e non altri a discutere anche in forma negativa, come ha fatto Pivetta quando ha parlato di Stalin e Pasolini, sulla storia che riguarda i gay. E’ importante che ci siano qui compagni che col vecchio Pci hanno avuto rapporti difficili ma che hanno capito che oggi questa sinistra è leggermente cambiata e non ha paura di affrontare i problemi che ci riguardano». E la sinistra non ha dato forfait! Presenti per il PdCI, Katia Bellillo e il segretario nazionale Oliviero Diliberto; Laura Cima dei Verdi; il capogruppo Ds alla Camera, Luciano Violante insieme a Gianni Rossi Barilli, Elisabetta Palici di Suni, Franco Mittica e Piero Pirotto di Informagay, Enzo Cucco della Fondazione Sandro Penna, Maria Gigliola Toniollo, responsabile Nuovi Diritti della Cgil, Porpora Marcasciano del Mit e Francesco Pivetta.

L’anima nera che vaga sul convegno ha il nome di Livia Turco, rea di un’alleanza con Alessandra Mussolini, sul tema delle coppie di fatto. Non ne fanno mistero la Bellillo e Diliberto, non piace ai Verdi e a Benedino (foto) e ha scandalizzato Violante. A molti non è piaciuto neppure il plauso rivolto ad una post-fascista da GayLib su una proposta definita ignominiosa. Francesco Pivetta spiega: «il caso Turco è il polso di una situazione. La società oggi è più avanzata dei suoi legislatori. Sul Pacs il problema è quello dell’emancipazione e l’alleanza con i cattolici. Comunque verranno fuori delle leggi essendo ancorati al carro americano ed europeo nonostante i cattolici. Quello che mi spiace del movimento, al di là delle sigle, è che si riconosce su alcuni elementi di diritti dimenticando il desiderio omoerotico della persona. Quando la sessualità viene irreggimentata si applicano diritti civili ma dovrà anche essere ripensato cos’è il desiderio. Mieli a suo tempo esplodeva proponendo la carica erotica come eversiva, e forse qualche ragione l’aveva. Nel dopoguerra la sudditanza del Pci verso la Chiesa nascondeva una sessuofobia e ostracismo che toccava anche la classe operaia, scomparsa poi negli anni ’60. Oggi la sinistra rimane il referente più credibile».

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