POLIZIOTTI GAY, DICHIARATEVI

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E' l'invito che uno dei capi della Polizia scozzese rivolge ai suoi uomini. "Aiuteremo a combattere i crimini omofobi". Intanto anche in Italia qualcosa si muove…

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PISA – Poliziotti gay, dichiaratevi sul luogo di lavoro! E’ questo il messaggio che uno dei capi della Polizia scozzese sta cercando di dare ai propri colleghi, convinto che questo aiuterebbe l’arma a contrastare in maniera più incisiva i crimini omofobici. David Lyle, ispettore capo delle regioni di Lothian e Borders, in Scozia, ha detto che i poliziotti e le poliziotte dichiaratamente omosessuali potrebbero anche essere d’aiuto per l’auto-stima dei colleghi non dichiarati, oltre ad aiutare le forze di polizia del paese a apparire più moderne.
«Vogliamo essere in grado di mostrare che essere gay e essere poliziotti è una cosa normale nella vita di ogni giorno e nella società – ha detto – E speriamo con ciò di incoraggiare le persone che potrebbero subire crimini d’odio o attacchi che hanno ragioni omofobiche, a farsi avanti».
Lyle ha parlato come coordinatore scozzese della Gay Police Association (GPA), l’organizzazione che fornisce una rete di comunicazione ai lavoratori della polizia gay e lesbiche del paese. Il suo commento viene dopo un anno importantissimo per l’accettazione dei poliziotti omosessuali, che è culminato con la partecipazione per la prima volta di alcuni poliziotti in divisa al Pride di quest’anno, avvenuta col beneplacito dei superiori.

Oltre a lavorare per l’accettazione all’interno delle forze di polizia, la GPA ha anche studiato il modo in cui sono trattati i crimini dovuti all’odio verso gli omosessuali, e cerca di incoraggiare le vittime, speso preoccupate per la reazione della polizia alla loro sessualità, a farsi avanti.
Il prossimo mese, l’organizzazione terrà un incontro al College della Polizia Scozzese, per discutere il modo in cui le tematiche gay debbano essere affrontate.
Intanto in Italia una rete di poliziotti, finanzieri, carabinieri gay si muove con cautela: il web ha creato alcune importanti occasioni di confronto, che hanno dato vita a un nucleo di persone desiderose di cambiare la situazione. Il primo contatto si stabilisce nella mailing list (http://it.groups.yahoo.com/group/MILITARIGAY/) accessibile esclusivamente alle persone in divisa, che poi si contattano anche telefonicamente e di persona.
Il 22 novembre scorso, a Bologna, c’è stato un incontro che ha stabilito alcuni passi avanti: il numero dei partecipanti è sensibilmente aumentato rispetto al primo incontro avvenuto nel gennaio 2002 e la successiva partecipazione anonima ma coordinata tra poliziotti e finanzieri gay al Pride di Padova. Soprattutto, è sempre maggiore la consapevolezza che contraddistingue i partecipanti: alcuni animatori del gruppo incontreranno presto le associazioni di poliziotti e militari gay tedesche. L’obiettivo è quello di poter dar vita a breve a una analoga associazione anche in Italia. Ma la strada è ancora lunga e in salita.

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